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Nuove accuse per Carlos Ghosn, l'ex ceo Renault-Nissan-Mitzubishi resta in carcere

Nuove accuse per Carlos Ghosn, l'ex ceo Renault-Nissan-Mitzubishi resta in carcere
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REUTERS/Regis Duvignau
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La sua capacità di risollevare società sull'orlo della bancarotta gli era valsa il soprannome di 'Mr. Fix it' e un posto tra i dieci manager più influenti fuori dagli Stati Uniti, ma l'unica situazione che Carlos Ghosn sembra proprio non riuscire ad aggiustare è la propria, che anzi continua ad aggravarsi.

Arrestato a inizio aprile a Tokyo, l'ex presidente e direttore generale del colosso Renault-Nissan-Mitsubishi era sul punto di lasciare il carcere per decorrenza dei termini quando i procuratori giapponesi valutano di contestargli una nuova accusa, di violazione di fiducia aggravata. Dalla fine degli anni Novanta, all'epoca dell'alleanza fra Nissan e Renault, il manager brasiliano si sarebbe arricchito a spese della società nipponica per 5 milioni di euro.

Quattro mandati di cattura

L'accusa si aggiunge ai presunti illeciti finanziari per cui sono già stati spiccati quattro mandati di cattura dalle autorità giudiziarie giapponesi. Una vicenda iniziata a novembre 2018, quando all'aeroporto di Haneda il manager viene arrestato, con l'accusa di aver sottostimato i suoi guadagni per 80 milioni di dollari e usato a fini personali gli asset di Nissan.

A marzo l'ex industriale viene rimesso in libertà, dopo il pagamento di una cauzione milionaria. Tornerà in carcere il 4 aprile, quando gli inquirenti gli contestano anche di aver dirottato 15 milioni di dollari dalle casse di Nissan verso una succursale con sede in Oman, una riserva che il manager avrebbe impiegato a sua discrezione.

REUTERS/Issei Kato
Carlos Ghosn a Tokyo prima dell'arrestoREUTERS/Issei Kato

"Vogliono mettermi a tacere"

Nel frattempo, dopo aver costruito per due decenni l'alleanza franco nipponica tra i tre costruttori automobilistici, Ghosn viene estromesso dai consigli di amministrazione delle società giapponesi e rassegna le dimissioni da quella francese.

Ha sempre respinto ogni addebito, parlando di un colpo di stato messo in atto nei suoi confronti dai vertici Nissan. Poco prima della notizia delle nuove accuse, aveva annunciato una conferenza stampa in cui avrebbe raccontato la sua verità.