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La vittoria dei camionisti portoghesi

La vittoria dei camionisti portoghesi
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Dopo un braccio di ferro durato giorni, gli autotrasportatori portoghesi di merci pericolose hanno avuto la meglio. Siglato un accordo tra l’Associazione Nazionale dei trasporti pubblici e quella dei conducenti.

Lo sciopero di tre giorni è stato annullato, scongiurando il pericolo di lasciare il Portogallo a secco di benzina. L'agitazione ad oltranza era iniziata lunedi, per iniziativa del sindacato che chiedeva il riconoscimento della loro specifica categoria. La protesta dei camionisti contro il mancato aumento salariale è scattata dopo che per anni le richieste sono cadute nel vuoto. Alla fine il governo di António Costa ha ceduto sulle questioni principali avanzate dai lavoratori.

Una grande vittoria, come fa notare anche José Rego, il Coordinatore dell'Unione degli autotrasportatori. “Chiedevamo due salari minimi nazionali, un diritto che era stato acquisito 20 anni. E’ necessario per avere un sussidio, una sovvenzione mesile e non giornaliera."

Alla fine hanno vinto. Le principali richieste degli autotrasporatatori di materiali pericolosi, che lunedì hanno incrociato le braccia in Portogallo, hanno costretto l’esecutivo a dichiarare lo stato di emergenza e di crisi energetica. Come ci racconta la nostra inviata Filipa Soares, il paese ha dovuto affrontare serie difficoltà. Trasporti fermi, il 40% delle stazioni di servizio chiuse per mancanza di carburante. Questo accordo fa tirare, ora, un sospiro di sollievo, visto anche il periodo delle vacanze di Pasqua ormai alle porte.