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Quali reliquie e tesori di Notre-Dame si sono salvati dall'incendio

Quali reliquie e tesori di Notre-Dame si sono salvati dall'incendio
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I tesori salvati dall'incendio di Notre-Dame in una sala del municipio di Parigi - REUTERS/Benoit Tessier
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Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ieri sera ha ringraziato i pompieri e gli agenti per aver portato in salvo alcuni inestimabili tesori dalla basilica in fiamme con una "formidabile catena umana". Ora alcuni dei cimeli sottratti alle fiamme si trovano in una sala del municipio di Parigi.

La corona di spine di Cristo, che secondo la tradizione veniva custodita a Notre-Dame e che è fra le sue reliquie più preziose, è in salvo, come confermato anche dal rettore della cattedrale, Patrick Chauvet. Si tratta della stessa corona che, secondo la tradizione, Cristo portò sulla testa lungo la salita al Calvario. Viene esposta proprio durante la Settimana Santa, che è cominciata proprio il 15 aprile, giorno dell'incendio, e ogni primo venerdì del mese, a ricordo della Passione. Questo oggetto era stato venduto nel 1239 al re di Francia san Luigi IX da Baldovino II, sovrano di Costantinopoli, che era pieno di debiti.

La sacra corona di spine esposta durante una funzione nel marzo 2014 - REUTERS/Philippe Wojazer/File Photo

Notre Dame, 856 anni di storia e passione

Salva anche, secondo Chauvet, la tunica di San Luigi, fatta uscire dalla basilica prima che le fiamme divampassero.

REUTERS/Benoit Tessier

La cattedrale ospitava anche due altre reliquie della passione di Cristo: un pezzo della croce, contenuto in uno scrigno di cristallo, e chiodo, conservato in un reliquario. Entrambe potrebbero essere state tratte in salvo.

Nelle foto Reuters dalla marie di Parigi si vedono i set d'altare che comprendono croci, candelabri e delle poltrone.

Tra le opere salvate ci sono anche tra i dipinti: "La Vergine della Pietà" dipinta da Lubin Baugin, una "Vergine col Bambino" e "La Vergine Nera di Czestochowa", proveniente dal più grande santuario mariano della Polonia e inaugurata nella cappella di San Germain nel dicembre 2018. La sagrestia non è stata toccata dalle fiamme. Gli elementi di oreficeria, considerati meno fragili e meno minacciati, sono stati lasciati in loco dai vigili del fuoco.

Dei tre organi di Notre-Dame, il più grande e importante - cinque tastiere, costruito a partire dal XV secolo - sarebbe pressoché intatto, anche se inutilizzabile a causa dei getti d'acqua. Salvi anche i tre rosoni di vetro che rappresentano i fiori del paradiso, secondo un giornalista della Marianne: i due principali, nord e sud, misurano 13 metri di diametro. Tuttavia è ancora presto per tirare conclusioni definitive in quanto è necessario stabilire con precisione il grado di danneggiamento di ciascuna opera.

Le statue che si sono salvate e il gallo ritrovato tra le macerie

Le dodici statue monumentali degli apostoli che ornavano il tetto di Notre-Dame sono sfuggite per poco al disastro e si trovano ora vicino a Périgueux per essere restaurate. Non ce l'ha fatta invece la flèche, la guglia che svettava fino a quasi cento metri da terra e di cui ora non rimane più nulla. Contrariamente a quanto scritto nella mattina del 16 aprile, pare avercela fatta il gallo di rame che ne sormontava la cima e che conteneva tre reliquie: è stato infatti trovato qualche ora dopo tra le macerie, danneggiato. Nella foto, il presidente della Federazione francese deigli edifici. Il ministero della cultura ha confermato il ritrovamento.

Parigi: Notre Dame e le statue "volanti"

Il gallo della "freccia" avrebbe dovuto essere sganciato a giugno per raggiungere le statue negli atelier dell'azienda. Custodisce, secondo la Chiesa, reliquie di Sainte-Geneviève e Saint-Denis, nonché un frammento della corona di spine di Cristo, che si suppone protegga i parigini.

Il restauro delle sedici statue "è per il momento interrotto e rinviato, non è più la priorità", ha detto Patrick Palem, ex direttore generale e attuale consulente di Socra, l'azienda di Marsac-sur-l'Isle (Dordogne) incaricata di restaurare i 12 apostoli e i quattro evangelisti di rame grigio-verde del XIX secolo. Palem, 40 anni, specialista di restauro del patrimonio, ha parlato con l'agenzia AFP. "La priorità è un progetto su larga scala, la ricostruzione e il rinnovamento di Notre-Dame che potrebbe durare tra i 15 e i 20 anni, per un costo probabile di diverse centinaia di milioni di euro", la stima.

La rimozione delle sedici statue dalla guglia di Notre-Dame, che decoravano, aveva dato luogo, giovedì scorso, ad una spettacolare operazione di sollevamento nel cielo di Parigi.

Erano state installati durante la ricostruzione della guglia della cattedrale, effettuata nel 1859-1860 dall'architetto Eugène Viollet-le-Duc, lui stesso rappresentatosi come San Tommaso. La guglia fu innalzata originariamente nel 1250 e smantellata nel 1786-1792.

Non si è salvata la struttura lignea del tetto di Notre-Dame de Paris nota come "la foresta", un gioiello di architettura medievale: un intrico di travi il cui legno di quercia era vecchio di oltre otto secoli.

Christophe Petit Tesson/Pool via REUTERS

Come sottolinea il sito web della cattedrale, ciascuna delle travi era stata ricavata da un albero diverso.

Articolo aggiornato il 17/4 con la notizia del ritrovamento del gallo di rame.