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The Brief from Brussels

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L'odissea, intesa come viaggio, a bordo di una bicicletta continua. Il nostro giornalista Sándor Zsíros racconta: "È mattina presto nella città di Rochefort. Provo a chiedere ai locali come si vive qui".

"Qui in Belgio ciò che spaventa davvero è la Brexit. Torneremo alle dogane. Ho degli amici che hanno piccole e medie imprese e che hanno paura perché questo aumenterà i prezzi di produzione e mano d'opera."

"Quarto giorno di viaggio. Sono entrato in Lussemburgo. Dopo aver inforcato la bici arrivo nella più ricca e minuscola delle nazioni europee. Dove il salario medio è sui 5000 euro al mese"

Un paese molto strano viste le regole e l'altissima presenza di stranieri sul suo territorio.

Dice un uomo: "Anni fa abbiamo avuto un referendum con gli stranieri che vivevano da oltre 5 anni in Lussemburgo e che avevano il diritto di votare. Ci troviamo in una situazione abbastanza assurda, perché viviamo in un paese di appena 600.000 abitanti dove però la maggior parte della popolazione, ben oltre la metà, è di origine straniera e non ha diritto di voto".

"Sono nel bacino industriale di Sarrlouis, in Germania occidentale. Una città di 35,000 abitanti sede di una grossa fabbrica Ford. È molti vicina al confine tedesco. A circa 300 km da Bruxelles.

Un cittadino dice: "L'attesa che l'Europa di debba portare tutto dovrebbe venire dopo il fatto che prima dovremmo essere noi a far qualcosa per l'Europa. Allora potremmo pretendere"

"Trovo alcuni graffitari lungo il fiume e gli chiedo che cosa pensino della situazione attuale".

"In realtà abbiamo poche speranze perché abbiamo poche informazioni per esempio sui cambiamenti climatici. Ci sono poche informazioni e i politici e l'economia non cambiano nulla".

Conclude il nostro inviato: "E questa era la Germania. Adesso sono di nuovo in Francia".

Segue il resto dell'attualità europea della giornata.