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Malta, mercantile dirottato: arrestati almeno tre migranti

Malta, mercantile dirottato: arrestati almeno tre migranti
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REUTERS/Darrin Zammit Lupi
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È entrato in porto a Malta alle 8.30 di stamani, il mercantile con oltre 100 migranti a bordo, dirottato ieri da alcuni passeggeri soccorsi in acque libiche. La nave è stata scortata in porto dalla marina militare di Malta.

Le operazioni di sbarco sono cominciate circa un'ora dopo l'attracco. Almeno tre uomini, individuati come i dirottatori, sono stati arrestati dalla polizia. Gli altri migranti sono stati fatti salire a bordo di alcuni bus e trasferiti dalle forze dell'ordine nel centro di accoglienza di Marsa, dove potranno presentare la propria richiesta di asilo.

Le tappe: dal salvataggio al dirottamento

All'alba la marina militare maltese aveva abbordato e preso il controllo di El Hiblu 1, questo il nome del mercantile, poco prima del suo ingresso nelle acque territoriali.

Martedì la nave era intervenuta nella zona Sar della Libia a supporto di una motovedetta di Tripoli, che aveva segnalato un naufragio. Dopo avere soccorso i migranti El Hiblu 1 si era diretta verso la Libia, ma a sei miglia dal porto aveva improvvisamente invertito la rotta.

"La nave è in mano ai pirati", aveva detto via radio il capitano del mercantile, che batte bandiera delle isole Palau ed era partito dalla Turchia.

Non è la prima volta che i migranti si oppongono al rientro in Libia, ma il dirottamento di una nave - per giunta di queste dimensioni - non ha precedenti.

Salvini: "Bene l'intervento militare di Malta"

Il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini ha lodato l'intervento militare di Malta. "L'immigrazione - ha detto il leader della Lega - è gestita da criminali e va bloccata con ogni mezzo lecito necessario".

"Le acque italiane sono precluse ai criminali", aveva tuonato ieri Salvini, a cui aveva replicato poco dopo il premier maltese Joseph Muscat: "Non ci sottraiamo alle responsabilità nonostante le nostre dimensioni - aveva twittato Muscat -. Ora seguiremo tutte le regole internazionali di conseguenza".