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Tensioni nel partito popolare europeo

Tensioni nel partito popolare europeo
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Provocazioni, speranze e rimproveri. Ecco cosa cos' ha segnato la politica europea della settimana appena passata

Attrito tra vecchi amici

Le elezioni europee avranno luogo tra circa tre mesi e i partiti hanno iniziato già le loro campagne elettorali.

Il più grande, il Partito popolare europeo, ha aperto un nuovo fronte, attaccando i suoi stessi membri.

L'ultima provocazione del premier ungherese Viktor Orban include una teoria del complotto globale, riassunta in un poster che accusa Jean-Claude Juncker e il miliardario George Soros.

La nuova campagna elettorale del governo lo definisce come responsabile di politiche europee che mettono in pericolo la sicurezza dell'Ungheria. Le sue sparate contro il presidente della Commissione europea potrebbero costare caro all'enfant terrible, inviso a molti nel partito.

Lo stesso Juncker ha infatti invitato Orban a lasciare la famiglia politica.

È probabile che il partito pagherà un caro prezzo per questo disaccordo. Il primo sondaggio europeo di questa settimana suggerisce infatti pesanti perdite per i democristiani.

Nuovi volti alle prossime elezioni europee

Ma la campagna elettorale vede anche dei volti nuovi, come quelli di Colombe, Andrea e Damian. Questi tre giovani sono convinti europeisti e hanno già viaggiato molto per studio o lavoro. La loro amicizia nasce infatti durante gli anni di studio all'estero.

Preoccupati per gli sviluppi politici nei loro quartieri, nel 2016 hanno fondato VOLT, un movimento che tre anni dopo li avrebbe portati a candidarsi alle prossime elezioni europee.

Volt è movimento paneuropeo che aspira a cambiare il modo in cui la politica nazionale finora ha affrontato le questioni piu importanti per gli europei. Una su tutte: le conseguenze della crisi economica, che ha lasciato un segno profondo nella società.

È difficile collocarli nel classico spettro politico. Il loro manifesto richiama alcune idee dei liberali, dei verdi e i dei socialisti, ma si propone anche di dare una scossa elettrica alla politica tradizionale. Non è un caso che abbiano scelto VOLT come nome.

I numeri della settimana

30

Questa è la percentuale di riduzione delle emissioni di Co2 da camion e autobus che l'Unione Europea ha accettato raggiungere entro il 2030.

L'Unione europea attualmente non ha limiti alle emissioni dei veicoli pesanti e degli autocarri rappresentano quasi un quarto delle emissioni legate ai trasporti.

25.000

Si tratta del numero di persone che si sono radunate a Bratislava in memoria del giornalista assassinato Jan Kuciak. Stava indagando sulla presunta corruzione legata al crimine organizzato italiano - una storia che, dopo la sua morte, avrebbe fatto cadere il governo.

580

Sono i milioni di euro sono che l'Agenzia europea del farmaco dovrà pagare di affitto. I giudici britannici hanno deciso che l'Ema continuerà a pagare l'affitto dell'edificio del la sua sede a Londra, nonostante dopo la brexit verrà trasferita a Amsterdam a causa della Brexit.

Greta rimprovera i potenti del mondo

L'attivista climatica svedese, Greta Thunberg, si è unita agli studenti belgi nella marcia per il clima e ha dato ai politici una strigliata. Nella conferenza stampa è rimasta calma, concentrata ed educata, ma non per questo meno severa con loro. Queste le sue parole:

"Tutto ciò che resterà dell'eredità dei nostri politici sarà il più grande fallimento della storia umana. E saranno ricordati come i più grandi malvagi di tutti i tempi, perché hanno scelto di non ascoltare e di non agire".