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Brexit, rischio recessione secondo la Banca d'Inghilterra

Brexit, rischio recessione secondo la Banca d'Inghilterra
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Theresa May vuole attuare la Brexit entro il 29 marzo come previsto. Lo ha detto a Bruxelles a conclusione dei colloqui con i leader europei. La premier britannica si è detta certa del desiderio degli interlocutori di arrivare a un divorzio "con accordo". Ma intanto è la Banca d'Inghilterra che teme il peggio.

La nebbia della volatilità

"La nebbia della Brexit provoca una volatilità a breve termine nelle statistiche economiche e più fondamentalmente crea una serie di tensioni per l'economia, per le imprese" ha affermato Mark Carney, il governatore della Banca d'inghilterra, il cui mandato è stato prorogato fino al 2020 per garantire la stabilità in tempi molto incerti. Nella sua relazione trimestrale, la Banca centrale inglese sottolinea che "questa incertezza è la più grande resistenza agli investimenti".

Carney ha anche detto che le "nebbie" della Brexit hanno effetti a breve termine che non dicono dove andrà l'economia" a medio termine.

Un Pil a picco sul vuoto

Senza accordo con Buxelles il Pil della Gran Bretagna sprofonderebbe dell’8% nel giro di un anno rispetto alla ricchezza prodotta nel Paese nel periodo pre-referendum, e del 10,5% nei cinque anni successivi.