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Guaidó, pioggia di riconoscimenti. Via libera anche dai paesi del Gruppo di Lima

Guaidó, pioggia di riconoscimenti. Via libera anche dai paesi del Gruppo di Lima
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Nel giro di ventiquattro ore, l'autoproclamato presidente a interim del Venezuela, Juan Guaidò, ha iincassato un'ondata di esplicito sostegno a livello internazionale. Dopo quello di diversi paesi europei è arrivato il riconoscimento dei paesi del Gruppo di Lima, che riunisce Canada e America Latina, e che dà ossigeno alla scommessa del giovane presidente del parlamento. "Il riconoscimento da parte della Francia e di altri venti paesi è il vostro riconoscimento, quello del popolo venezuelano che non ha mai smesso di lottare e non smetterà di farlo fino a quando non avremo democrazia e libertà in Venezuela", ha detto ai sostenitori.

A livello europeo la sola vocefuori dal coro, resta quella dell'Italia. Le divergenze nella maggioranza hanno portato a una sorta di "neutralità" e impedito una posizione europea unanime, che invoca il presidente del parlamento europeo Tajani: "Faccio un appello ulteriore al governo italiano affinché cambi posizione e smetta di sostenere un dittatore crudele come Maduro. E lo faccio da presidente del Parlamento europeo, non si tratta di un parere personale".

E mentre l'Organizzazione degli Stati americani ha bocciato una mozione a favore di Guaidò, a Ottawa i paesi del Gruppo di Lima hanno discusso di come aiutare il presidente autoproclamato a gestire le emergenze in corso. Justin Trudeau, primo ministro canadese ha annunciato: "Oggi il Canada stanzia 53 milioni di dollari per affrontare le questioni più urgenti sul terreno, a cominciare da quella che riguarda quasi 3 milioni di rifugiati".

Sostenuto da Russia, Cina, Turchia, Cuba e Bolivia, Maduro resiste alle pressioni, avendo ancora dalla sua parte le forze armate, che nella partita giocano un ruolo decisivo. Lunedì ha scritto a papa Francesco chiedendogli aiuto per risolvere la crisi. "Il Venezuela ha diritto alla pace e allo sviluppo, ha diritto di seguire il modello politico che si è scelto, ha diritto all'autodeterminazione. Alle minacce rispondiamo con un appello mondiale alla solidarietà e alla mobilitazione in nome della pace". Al successore di Chavez, che ieri aveva evocato lo spettro di un conflitto interno al paese, se la crisi non trovasse sbocco, ha risposto Guaidò, con una secca smentita: "Non c'è nessun rischio di guerra civile in Venezuela, è solo un'invenzione di Maduro".