ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

I minatori sono scesi nel pozzo per raggiungere il piccolo Julen

I minatori sono scesi nel pozzo per raggiungere il piccolo Julen
@ Copyright :
Una foto dei lavori per lo scavo della galleria a Totalan (Reuters) e Santiago Suárez, ex capo della Brigada de Salvamento Minero de Hunosa
Dimensioni di testo Aa Aa

È cominciata la fase finale delle operazioni di recupero del piccolo Julen, il bimbo di due anni caduto in un pozzo largo 25 cm nei dintorni di Malaga.

Uno dei minatori asturiani incaricati di calarsi nel tunnel parallelo a quello in cui si ritiene si trovi il bambino da ormai 10 giorni è entrato nella capsula speciale costruita per la discesa fino a circa 80 metri. La sqaudra speciale della Brigata di salvataggio minerario de Hunosa discenderà a gruppi di due e farà turni da 40 minuti. A questo punto è questione di poche ore: tempo di scavare a mano un breve tunnel di collegamento con il cunicolo, poi si potrà procedere con il recupero del bambino.

I soccorritori entrano nella capsula REUTERS/Jon Nazca

Dovranno affrontare un terreno irregolare fino a una profondità di 80 metri.

"Abbiamo già avuto a che fare con dei salvataggi durati diversi giorni", ha detto a Euronews Santiago Suárez, ex capo di questo secolare gruppo di salvataggio specializzato in soccorsi nelle miniere di carbone nel nord della Spagna. Nei giorni scorsi sono stati analizzati i terreni intorno al pozzo con carotaggi per capire che tipo di superfici potrebbero pararsi davanti ai soccorritori.

"Ma in miniera, essendoci minerali, il materiale è più morbido, che sia esso carbone o qualsiasi tipo di metallo", continua Suarez. Nel caso delle operazioni per salvare Julen, "il tutto è rallentato perché la roccia è molto dura e ostacola l'avanzamento dei lavori".

La composizione irregolare del terreno, con aree di roccia dura miste ad altre friabili, ha reso difficili le operazioni di soccorso fin dal primo momento. Gli ingegneri hanno dovuto lavorare di più sulla galleria da cui scenderanno i minatori perché la perforazione non era stata perfettamente verticale.

Secondo Suarez, i suoi compagni, una volta giù in profondità, potrebbero valutare la possibilità di utilizzare delle cariche esplosive espansive per farsi largo e ammorbidire il materiale così da continuare a scavare verso dove si presume ci sia il bambino.

Juan López Escobar, delegato del Colegio Oficial de Ingenieros de Minas del Sur, che guida i lavori di salvataggio, ha detto a Euronews che "stiamo lavorando in un campo che non è stato studiato: richiede normalmente richiede mesi, non giorni".

Membri della squadra di soccorso minerario lascia l'hotel per dirigersi verso l'area di Rincon de la Victoria e iniziare le operazioni di salvataggio -REUTERS/Jon Nazca

I minatori scenderanno attraverso una capsula e lì dovranno scavare manualmente 4 metri con un respiratore autonomo di lunga durata, il che significa che potranno trascorrere fino a 4 ore senza cambiare la bombola di ossigeno che pesa 14 chili.

"Lo stesso vale per il recupero dell'aria dalla superficie con una turbina o un diffusore che utilizza aria compressa", dice Suarez, che afferma che i minatori "sono abituati a lavorare in atmosfere esplosive o senza ossigeno.

In miniera sono abituati al cambio turno ogni ogni quattro ore, ma a Totalán, "essendo relativamente vicini alla superficie, faranno turni più brevi", continua Suarez. "Ricaricare la bombola d'aria pulita e continuare, alla fine si tratta di questo".

Suarez aggiunge che il salvataggio "sarà complicato come quasi tutte le operazioni di soccorso. Bisogna essere perfettamente concentrati".

Due minatori si introdurranno in una perforazione di 1,2 metri e poi cominceranno ad avanzare verso Julen aprendosi manualmente la strada in una galleria di 1 metro per 1,20, con dei picconi.

"La difficoltà e il rischio sono chiarissimi. Bisogna avanzare, picconare e avanzare e puntellare con del legno finché la sonda raggiunga il punto dov'è Julen."