Haifa, rabbia per il McJesus crocifisso esposto contro la volontà dell'artista

Haifa, rabbia per il McJesus crocifisso esposto contro la volontà dell'artista
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AP Photo/Oded Balilty
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L'artista finlandese Jani Leinonen è scioccato dopo la rabbiosa reazione della comunità araba cristiana di Haifa, Israele, città in cui è esposta la sua scultura "McJesus": aveva chiesto al museo la rimozione della contestata opera quattro mesi fa ma senza ottenere alcuna risposta.

"La notizia delle dimostrazioni è stata per me una sorpresa sconvolgente soprattutto perché l'opera McJesus (realizzata nel 2015) è in mostra contro la mia volontà", ha raccontato Leinonen a Euronews.

L'artista ha riferito di aver chiesto alla curatrice della mostra di rimuovere l'opera d'arte nel settembre scorso dopo essersi unito al movimento Boicottaggio, Disinvestimenti e Sanzioni (BDS), che chiede ad Israele di cambiare politica nei confronti dei palestinesi.

"La curatrice mi aveva risposto che era dispiaciuta per la mia decisione e che avrebbe trasmesso il mio messaggio alla direzione, [quindi] ho pensato che l'opera d'arte fosse stata rimossa dall'esposizione. Questo è accaduto quattro mesi fa".

AP Photo/Oded Balilty

Leinonen ha detto di aver inviato un'altra richiesta alla curatrice sabato scorso quando è venuto a conoscenza delle proteste. L'artista ha detto di non aver ricevuto alcuna risposta dal museo e che spera che il suo lavoro non venga più esposto.

Il Museo d'Arte di Haifa non ha rilasciato alcun commento in merito ad Euronews.

La scultura "McJesus" di Leinonen ha fatto andare su tutte le furie la comunità araba cristiana di Haifa, Israele, che l'ha intesa come un insulto alla propria religione. La scorsa settimana, esponenti della comunità araba cristiana hanno protestato fuori dal museo per la rimozione del crocifisso su cui è inchiodato Ronald McDonald.

I manifestanti hanno lanciato pietre che hanno ferito diversi agenti di polizia; le autorità hanno risposto con il lancio di gas lacrimogeni e granate stordenti. Il direttore del museo ha riferito all'agenzia Associated Press che la scultura non intendeva offendere nessuno e che si trattava di una critica alla cultura capitalista moderna.