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Pedofilia, terzo giorno a processo per l'ex arcivescovo di Lione

Pedofilia, terzo giorno a processo per l'ex arcivescovo di Lione
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REUTERS/Emmanuel Foudrot
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"La verità vi renderà liberi". Al terzo giorno del processo che lo vede imputato per non aver denunciato un sacerdote pedofilo negli anni del suo arcivescovato lionese, il cardinale Barbarin ha citato il Vangelo per ribadire la sua innocenza. L'ex arcivescovo continua a sostenere di aver compreso soltanto nel 2014 la gravità degli atti di padre Preynat, ma gli avvocati di parte civile lo inchiodano alle ammissioni fatte durante un intervista del 2016, quando al giornale cattolico La Croixdichiarò di aver appreso almeno sei anni prima, dallo stesso Preynat, la gravità dei suoi abusi.

"Quando il cardinale Barbarin viene a dirci di aver capito soltanto nel 2014 il dramma e la gravità dei fatti - ha dichiarato a Euronews l'avvocato di parte civile Jean Boudot - mentre la verità è che almeno dal 2010 aveva saputo, dalla bocca stessa del sacerdote colpevole, il numero dei fatti, il periodo in cui questi erano avvenuti, il gran numero delle vittime, il carattere sessuale dei reati, come lui stesso aveva dichiarato al giornale "La Croix" due mesi dopo aver ricevuto il padre Preynat, dicendo inoltre che era perfettamente sensibile all'incommensurabile sofferenza delle vittime... dunque quando viene a dirci: 'È nel 2014 che ho capito', la realtà è che quella non è altro che una menzogna. "

REUTERS/Emmanuel Foudrot

Secondo gli avvocati delle vittime, inoltre, l'atteggiamento del Vaticano, che nel 2014 avrebbe chiesto al Cardinale di tacere su quanto aveva appreso, costituirebbe un vero e proprio intralcio alla giustizia. "È un'interferenza che mi preoccupa in un paese di diritto come il nostro - sottolinea l'avvocatessa Emmanuelle Haziza - in una Repubblica in cui l'autorità giudiziaria ha il suo posto. Anche l'autorità religiosa ha il suo posto, ma queste autorità dovrebbero essere giustapposte e non sostituirsi a vicenda".