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Brexit: May alle strette in parlamento: "Nessun rinvio del voto"

Brexit: May alle strette in parlamento: "Nessun rinvio del voto"
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La battaglia di Theresa May sulla Brexit entra nella sua fase finale. In Parlamento la discussione sui contenuti dell'accordo è iniziata e questa volta, assicura la Premier, non ci saranno piu' rinvii del voto. Anche se la sconfitta sembra ancora lo scenario piu' probabile, per Theresa May le speranze che Bruxelles faccia concessioni dell'ultimo minuto non sono del tutto sopite

"Sono felice di ripetere quello che ho già detto: lasceremo l'Unione europea il 29 marzo, e voglio che l'uscita, il 29 marzo, sia regolata dal buon accordo che c'è sul tavolo".

Theresa May Primo Ministro del Regno Unito

"Le conclusioni del Consiglio europeo di dicembre sono andate piu' a fondo nel tentativo di affrontare le preoccupazioni di questa Camera e possiedono, inoltre, uno status giuridico - ha spiegato May - Da quel momento sono in contatto con i leader europei e questo dialogo dimostra che sono ancora possibili ulteriori chiarimenti. Questi colloqui continueranno nei prossimi giorni".

L'accordo sulla Brexit che il Primo Ministro ha siglato con Bruxelles non piace all'opposizione, ma neanche al suo partito. L'opposizione l'ha accusata di stare perdendo tempo prezioso.

"Non dimostra questo che il primo ministro ha perso tempo incautamente - tuona dai banchi dell'opposizione il leader laburista Jeremy Corbyn- tenendo il Paese in ostaggio con la minaccia di un accordo, in un disperato tentativo di ricattare i parlamentari perche votassero quelll'accordo irrimediabilmente impopolare?"

Con la data del 29 marzo che incombe e un dibattito politico rovente, qualcuno azzarda che il Regno Unito potrebbe chiedere all'Unione Europea una proroga dell'articolo 50. Ma la May respinge al mittente l'accusa: "Sono felice di ripetere quello che ho già detto - ha dichiarato - lasceremo l'Unione europea il 29 marzo, e voglio che l'uscita, il 29 marzo, sia regolata dal buon accordo che c'è sul tavolo".

Ma quale sia il "piano b" del governo nessuno lo sa. Un gruppo di parlamentari sta facendo pressioni sull'esecutivo perche riveli cosa intende fare nel concreto caso in cui la May perda ai voti la sua partita, ma il timore maggiore è che un "piano b" possa non esserci affatto.

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