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"Legge schiavista": un'altra notte di protesta a Budapest

"Legge schiavista": un'altra notte di protesta a Budapest
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Un'altra notte di protesta in Ungheria contro la "legge schiavista". Altri parlamentari dell'opposizione hanno provato ad entrare nella tv pubblica per raggiungere gli altri già dentro. Alcuni di loro nella notte tra domenica e lunedì avevano tentato di fare irruzione negli studi televisivi per leggere un comunicato, ma sono stati brutalmente respinti dalle guardie. Intanto migliaia di persone sono di nuovo scese in piazza per combattere contro la legge che impone 400 ore di straordinari l'anno per far fronte alla mancanza di manodopera, dovuta alle politiche contro l'immigrazione del premier Orban. Ma anche contro la riforma della giustizia che ha introdotto dei tribunali speciali controllati dal governo.

"Urlare in Parlamento non serve a nulla" dice un manifestante a proposito del caos che si è creato.

La ragazza che parla nel servizio, invece, contesta il metodo del voto: tutte le proposte dell'opposizione vengono messe in un unico documento e vengono bocciate con un solo "no":

La tv di Stato ha parlato delle manifestazioni con un ritardo di qualche giorno. Mentre nell'ultima protesta la polizia ha evitato di usare i lacrimogeni contro i manifestanti, cosa che aveva fatto le altre volte.