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Messico: Amlo giura, ma Maduro gli rovina la festa

Messico: Amlo giura, ma Maduro gli rovina la festa
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REUTERS/Edgard Garrido
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Andres Manuel Lopez Obrador ha prestato giuramento come nuovo presidente del Messico. Alla cerimonia hanno partecipato oltre 400 ospiti internazionali, tra cui almeno una ventina di capi di stato e di governo, per una copertura assicurata da poco meno di duemila giornalisti accreditati. Il nuovo capo di stato è il primo esponente di un partito non tradizionale (Morena) a guidare il paese dopo decenni di presidenze del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri) e, in misura molto ridotta, del Partito di azione nazionale (Pan).

Una cerimonia ricca di colpi di scena e di polemche soprattutto per la presenza del presidente venezuelan Nicolas Maduro recevuto dalle urla di molti deputati messicani.

Maduro si è presentato con una delegazione di 100 persone e ha preteso di rompere il protocollo facendo entrare la guarda armata al pranzo offerto da Amlo.

La stampa, soprattutto statunitense, si mostra curiosa sulle politiche del presidente del Messico d'ora in avanti, se sarà cioè «l’anziano leader che predica amore e moralità, l’agitatore di sinistra che impreca contro i suoi avversari, il pragmatico che cerca un accordo per uno sviluppo più ampio della regione o l’impetuoso politico che sembra improvvisare mentre avanza».

Il presidente ha promesso di collaborare con la chiesa, ha invitato il Papa Bergoglio a visitare il paese anche se la visita non si per ora concretizzata e si troverà a gestire un paese dilaniato dalla narcoviolenza e dalla corruzione. Un programma enorme. Ora resta solo da vedere quello che accadrà.