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Futuris: disturbi della vista, ecco le nuove tecniche per scoprirli

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Futuris: disturbi della vista, ecco le nuove tecniche per scoprirli

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La degenerazione maculare: 196 milioni di persone entro il 2020

A Vienna l’ospedale più grande dell’Austria riceve quotidianamente decine di pazienti nel suo dipartimento di oftalmologia. Una malattia è ricorrente: la degenerazione maculare legata all'età. La scorsa estate è stata diagnosticata a Barbel Langer, un’ex psicoterapeuta di 79 anni. La sua visione centrale è danneggiata.

"Avevo notato che quando leggevo da vicino, un libro o un giornale, vedevo peggio e prendevo una lente d’ingrandimento", racconta la donna.

La degenerazione maculare potrebbe colpire fino a 196 milioni di persone nel mondo entro il 2020, secondo le ultime ricerche. È una delle cause più comuni di cecità, eppure all’inizio non ci sono sintomi.

"La malattia è molto difficile da diagnosticare, soprattutto nelle prime fasi, perché si verifica in una parte molto piccola della retina. La macula ha una grandezza di solo un millimetro, i più piccoli cambiamenti nella retina possono causare molti danni. Questo rende ancora più importante individuarli il prima possibile, finché la visione è ancora buona", spiega Ursula Schmidt-Erfurth, responsabile del dipartimento di Oftalmologia dell'ospedale di Vienna.

Il progetto Moon

Alcuni scienziati che lavorano a un progetto di ricerca europeo, il progetto Moon ("Luna"), stanno sviluppando una nuova piattaforma che ha l’obbiettivo di fornire una migliore diagnostica eche potrebbe anche condurre a nuove terapie.

L'approccio si basa su tecnologie ottiche molto complesse. Il risultato previsto è la possibilità per i dottori di vedere cosa c’è negli occhi dei pazienti, a livello molecolare.

"La tecnica ha l’obbiettivo di fornire immagini non invasive simili a quelle che abbiamo già, ma con una risoluzione molto, molto migliore, quindi può permettere di analizzare la vascolarizazzione della retina", spiega Matthias Salas, ingegnere elettrico dell'Università di Vienna.

Le tecnologie utilizzate includono la spettroscopia Raman, la fluorescenza e la tomografia ottica a coerenza di fase. Dato che gli occhi sono organi molto sensibili, la sfida principale è come garantire la sicurezza del paziente durante l’utilizzo delle tecnologie.

"Uno dei problemi con questo metodo è ovviamente la sensibilità dell’occhio alla luce. Il grande vantaggio del metodo è che non bisogna toccare l’occhio. Si prende solo la luce, si può scrutare l’occhio con la luce e misurare la luce che torna dall’occhio. Quest'ultima contiene tutte le informazioni necessarie per per la diagnostica", spiega Rainer Leitgeb, coordinatore del progetto Moon, dell'Università di Vienna.

La diagnosi precoce di altre malattie

Poiché gli occhi sono una finestra aperta sul cervello, secondo gli scienziati la tecnologia potrebbe essere ugualmente usata per la diagnosi precoce di altre malattie.

"La retina umana cambia molto poco nel corso della vita. Se ci sono cambiamenti, sono il risultato di malattie. Sono cambiamenti nei vasi retinici: per esempio, l’ipertensione o il diabete si possono vedere molto bene nella retina. Anche le malattie neurologiche possono essere viste nello strato nervoso retinico, come la sclerosi multipla o la malattia di Alzheimer. Tutti i cambiamenti che riguardano il sistema nervoso centrale possono essere visti anche nella retina", spiega Ursula Schmidt-Erfurth.

Quando la tecnica sarà pronta verrà testata in studi clinici su circa 100 persone, che includeranno volontari sani e pazienti con degenerazione maculare e morbo di Alzheimer.

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