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Niente Olimpiadi 2026: i cittadini di Calgary dicono NO

Niente Olimpiadi 2026: i cittadini di Calgary dicono NO
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CALGARY (CANADA) - 30 anni dopo le Olimpiadi 1988, quelle che hanno reso famoso Alberto Tomba, la popolazione di Calgary ha detto di NO ai Giochi invernali del 2026.

Nel referendum il NO l'ha spuntata con il 56,4% dei voti.

Tanto di guadagnato per la candidatura italiana di Milano e Cortina, che resta in lizza soltanto contro Stoccolma.

Gli artefici del SI a Calgary hanno ottenuto il 43,6% dei voti, nonostante una campagna molto attiva da parte del Comitato per Calgary 2026 e la mobilitazione dello stesso sindaco, Naheed Nenshi. Già nell'ultimo consiglio comunale, tuttavia, il SI era andato in minoranza: 8 consiglieri a 7 a favore del NO, il che lasciava intendere che la candidatura della capitale della regione dell'Alberta non aveva più il completo appoggio nemmeno dell'amministrazione muni**cipale.

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Il sindaco di Calgary, molto deluso per il NO del referendum.

Spetterà di nuovo al Consiglio comunale di Calgary decidere, all'inizio della prossima settimana, probabilmente già lunedì, ma non ci sono ormai più dubbi sull'abbandono definitivo della candidatura.

Sembra una epidemia di no alle Olimpiadi

Budapest, Boston, Roma e Amburgo hanno annullato la loro candidatura per le Olimpiadi estive 2024. Qualcosa di simile per I Giochi Invernali nel 2022 con l'abbandono di Oslo, Stoccolma, Leopoli (Lviv) e Cracovia.
E per il 2026, si sono già sfilate anche Sapporo, Sion e Graz. Oltre a Torino, naturalmente. Anche - se in questo caso - è stata sono stati "giochi geopolitici" italiani a togliere a Torino la possibilità di essere la terza punta della candidatura italiana.

Ma del resto, ormai, è troppo costoso ospitare le Olimpiadi. Non bastano più gli investimenti garantiti dal Comitato Olimpico Internazionali, quelli - per intenderci - che aiutarono il grande sviluppo urbanistico di Barcellona, per le sue ormai lontane Olimpiadi del 1992.

Anche Stoccolma verso il ritiro?

Milano e Cortina ci credono ancora: appuntamento per giugno 2019 a Losanna per la scelta definitiva.
L'unica rivale resta Stoccolma, ma anche nella capitale svedese stanno aumentando i mugugni e le proteste contro la candidatura nel 2026. Si vocifera addirittura di una possibile rinuncia di Stoccolma, per puntare tutto sul 2030. Sarà vero?

Delusi i sostenitori del SI a Calgary.

Le prossime tappe

Prossima tappa di questo percorso "olimpico" sarà a Tokyo il 28 novembre.
In quella sede il presidente del Coni Giovanni Malagò, insieme con il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il governatore del Veneto Luca Zaia, presenteranno il primo dossier sulla candidatura italiana.
Cosa analoga faranno i dirigenti svedesi per Stoccolma, salvo clamorose sorprese e rinunce.

Un passaggio successivo è previsto l'11 gennaio 2019, data di scadenza per presentare il fascicolo formale della candidatura e la prima garanzia di base. Tra febbraio e marzo la commissione di valutazione effettuerà una visita nei siti delle città candidate. Dopo questa fase potrebbero esserci nuove modifiche al dossier in base a eventuali richieste formulate dalla stessa commissione di valutazione.

Il 12 aprile è previsto l'ultimo step della candidatura con le garanzie finali da fornire, economiche. ma anche logistiche tra cui i visti di ingresso.

Infine a giugno 2019 l'annuncio della sede della rassegna a cinque cerchi di neve e ghiaccio del 2026: avverrà a Losanna che ospiterà la prossima sessione del Cio, inizialmente programmata a Milano per settembre 2019, ma poi spostata nella città svizzera ''patria'' del comitato olimpico internazionale perché la carta olimpica vieta a un Paese candidato di ospitare la sessione in cui vengono assegnati i Giochi.