Gaza: Israele bombarda la tv di Hamas

Quello che resta della tv di Hamas.
Quello che resta della tv di Hamas. -
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Attacco alla tv

STRISCIA DI GAZA - Una notte di sirene anti-missile, bombardamenti ed esplosioni, tra Israele e la Striscia di Gaza.

E, dopo una breve tregua, di nuovo il crepitio delle armi.

Nella serata di lunedi, un aereo F-16 israeliano ha colpito gli studi della stazione televisiva di Hamas, Al-Aqsa, causando ingenti danni, ma senza vittime nè feriti, in quanto Israele aveva avvertito dell'attacco - anche con due razzi "di avvertimento" - e l'edificio della televisione era stato evacuato.

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Danni causati dal bombardamento israeliano alla tv di Hamas.REUTERS/Suhaib Salem

Sei vittime palestinesi

Tutta la giornata e la serata di lunedi è stata un'escalation di violenza: morti cinque palestinesi. Un altro palestinese, la sesta vittima, è stata colpito nella città israeliana di Ashkelon, che è stata bombardata da Gaza.

L'Esercito israeliano ha contato, lunedì, almeno 300 tra razzi e colpi di mortaio lanciati dalla Striscia.

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Vista di Gaza, stamattina.REUTERS/Suhaib Salem

La triste statistica dei razzi

Nella mattinata di martedì sono ripresi i lanci di razzi da entrambe le parti: altri 100 razzi da parte di Gaza (ora in totale sono 400) e altri 50 (in totale 150) da Israele, in risposta agli attacchi palestinesi, lanciati su postazioni di Hamas e di altre fazioni, compreso un tunnel, secondo quando riporta l'agenzia Ansa.

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per martedì mattina una riunione straordinaria del Consiglio di Difesa e ammonisce Hamas che continuerà ad attaccare nella Striscia se continueranno "attacchi intenzionali contro civili israeliani".

"Hamas sta cercando di cambiare le regole del gioco", ha detto il portavoce del ministero degli Affari esteri, Emmanuel Nahshon, "e usa i cittadini israeliani come ostaggi del terrore, allo stesso modo di come tratta la propria popolazione a Gaza".

L'ala militare di Hamas, del resto, minaccia di bombardare anche le città di Be'er Sheva e Ashdod.

Perchè riesplode la violenza?

Dopo l'esplosione di un bus a Sdèrot, enclave nel sud d'Israele, la violenza è riesplosa il giorno dopo la morte di sette miliziani palestinesi - tra cui Nur Barake, un comandante locale - e un soldato israeliano durante uno scontro a fuoco con una unità speciale di Tel Aviv penetrata nella Striscia di Gaza.
Il fatto è avvenuto domenica sera, a Khan Yunes, nel sud di Gaza. L'unità specialie israeliana, scoperta da una pattuglia di Hamas, è rientrata alla base con un'operazione di copertura dell'esercito israeliano che ha causato la morte dei sette miliziani e del soldato di Tel Aviv.

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L'esplosione all'emittente televisiva di Hamas.REUTERS/Ahmed Zakot

I funerali dei sette palestinesi

Proprio a Khan Yunes si sono svolti i funerali dei setti miliziani palestinesi uccisi (sei di Hamas e il settimo di un'altra formazione).
I portavoce di diversi gruppi armati - fra cui quelli di Hamas e della Jihad islamica - hanno avvertito che "il sangue dei caduti non sarà stato versato invano" e hanno minacciato ritorsioni contro Israele.

Il funerale dei sette miliziani palestinesi uccisi.

"Nessun cessate il fuoco"

Questa nuova fiammata d'odio minaccia gli sforzi di Egitto, Qatar e Nazioni Unite per mediare tra le parti una tregua a lungo termine e intavolare un nuovo piano di pace.
"Israele allo stato attuale non sta discutendo di un possibile cessate il fuoco a Gaza con mediatori internazionali". Lo ha detto un alto esponente israeliano - citato da Times of Israel - riferendosi ai tentativi in corso su una tregua da parte dell'Egitto e dell'inviato speciale dell'Onu Nickolay Mladenov.

Il presidente palestinese Abu Mazen torna oggi stesso a Ramallah, in Cisgiordania, dal Kuwait dove era in visita di stato, vista "l'aggressione di Israele" contro Gaza.
Lo ha annunciato Hussein al-Sheikh del Comitato centrale di Fatah.
L'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha anche deciso di inviare aiuti medici ai residenti della Striscia.

Il tweet di Netanyahu

Questo il tweet del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu sulla morte di un ufficiale dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza, caduto nello scontro a fuoco con una pattuglia di miliziani palestinesi (sette vittime).

"Piego la testa per il tenente colonnello...un combattente glorificato che è caduto nell'operazione....nella striscia di Gaza... I cittadini di Israele gli devono un enorme debito. Le nostre forze operavano nella notte con coraggio...Saluto il comandante...la sua famiglia e i suoi compagni alle armi. Possa la sua memoria essere benedetta".