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Camerun, paura per i 79 studenti rapiti

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Camerun, paura per i 79 studenti rapiti

Camerun, paura per i 79 studenti rapiti
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Cresce la preoccupazione, in Camerun, tra i familiari dei ragazzi rapiti da una scuola presbiteriana da un gruppo di uomini armati. Raccolti davanti all'istituto, non sanno ancora se i loro figli e nipoti siano o no tra i 79 adolescenti in mano ai rapitori. Mentre attendono di venire informati, esprimono critiche alla gestione dell'emergenza da parte dei governo. "Non sono soddisfatto di come le autorità stanno gestendo la cosa... non ho potuto vedere i bambini, loro promettono che averrà, ma io non ho avuto nessuna informazione da parte delle autorità del Camerun... non posso dire di essere contento", spiega uno di loro.

L'incertezza è condivisa tanto dalle famiglie dei ragazzi rapiti quanto da quelli ancora in mano alle autorità. Nessuna lista ufficiale delle persone sequestrate è stata finora diffusa. "È molto difficile gestire le necessità dei genitori i cui figli non sono qui. Abbiamo chiesto loro di avere pazienza. Siamo consapevoli che per loro è un momento complicato", dice un responsabile scolastico.

Oltre ai 79 adolescenti, sono stati prelevati anche il direttore della scuola e un autista. Le indagini della polizia ipotizzano un movente politico dietro il rapimento. Teatro del sequestro, infatti, è la città di Bamenda, nel nord del paese, dove sono operativi gruppi ribelli di anglofoni separatisti, che denunciano discriminazioni ai loro danni. Mentre l'esercito ha lanciato operazioni di ricerca in una ampia parte del territorio, i ribelli negano il loro coinvolgimento nel sequestro, e accusano a loro volta i militari.

Il maxi sequestro avviene all'indomani dell'insediamento di Paul Biya alla presidenza del Camerun per il suo settimo mandato. Biya ha accusato del rapimento i separatisti, ai quali ha rivolto un appello a deporre le armi. La tensione tra francofoni e anglofoni in Camerun si è aggravata negli ultimi tempi, e sono cresciute le accuse al governo di marginalizzare la minoranza anglofona.