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Sanzioni all'Iran: nel mirino greggio e Banca Centrale

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Sanzioni all'Iran: nel mirino greggio e Banca Centrale

Sanzioni all'Iran: nel mirino greggio e Banca Centrale
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Le più pesanti adottate sinora. Così il presidente Trump ha definito le sanzioni contro l'Iran dopo quelle dell'agosto scorso. Un embargo su piu fronti che intende mettere in ginocchio l'economia iraniana.

Tre mesi fa era stato colpito l'acquisto di dollari, il commercio di oro e metalli preziosi, le transazioni che riguardavano l'acquisto o la vendita di rial, la valuta locale.

In questo caso, i principali obiettivi sono il greggio e la Banca Centrale.

Il Dipartimento del Tesoro americano ha spiegato nel dettaglio quali settori saranno colpiti nella seconda tornata di sanzioni.

Nella 'guerra economica' tra Washington e Teheran finscono nel mirino gli operatori portuali, la cantieristica e le spedizioni marittime: tentativo di isolare sempre di piu il paese degli Ayatollah.

Sul fronte dell'embargo all'export di petrolio, gli Stati Uniti intendono colpire le transazioni con la compagnia di Stato iraniana Nioc e con la Nico, la sua controllata svizzera.

Sul fronte finanziario, saranno invece imposte sanzioni anche per le eventuali operazioni tra istituzioni finanziarie straniere e la Banca Centrale dell'Iran.

La battaglia è a tutto campo: l'ultimo punto strategico riguarda l'energia.

Il governo statunitense è pronto a revocare le autorizzazioni precedenti, accordate alle imprese americane, per attività con il governo di Teheran. Un veto che vale anche per le imprese straniere.

Resta in piedi, sinora, il salvacondotto per 8 paesi (Italia, Grecia, Turchia, Cina, Taiwam India, Giappone, Sud Corea), che potranno continuare a importare greggio in quote via via decrescenti.