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Brasile: un Paese diviso tra Bolsonaro e Haddad

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Brasile: un Paese diviso tra Bolsonaro e Haddad

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Storie da un Paese polarizzato.

Dal gruppo fondatore delle Femen in Brasile al sostegno al candidato presidente del partito di destra, Jair Bolsonaro: una vita cambiata totalmente, quella di Sara Winters. A stravolgere le convizioni della donna è stato un aborto. Ora lei usa statuine di feti per convincere le donne a non interrompere la gravidanza. Sara è una fervente supporter di Bolsonaro.

"Il Brasile - dice Sara - è oggi un Paese senza autorità. E' quello che ci manca. I delinquenti lo sanno. C'è la Polizia ma non viene rispettata. C'è un potere giudiziario, certo. Ma anche i giudici non vengono rispettati. Il nostro Paese è corrotto".

Sara Winters sostenitrice di Bolsonaro

Gli ultimi sondaggi confermano il vantaggio di Bolsonaro, il nostalgico della dittatura, sul candidato di sinistra, Fernando Haddad.

Vera Vital, una delle centinaia di donne torturate durante il regime, parla di memoria assente, di un Brasile distratto perché, per le istituzioni, la costruzione della memoria era un fatto secondario e inusuale. Lei mette in guardia su Bolsonaro: "E' un omofobo, un misogino, una persona altamente prevenuta. Noi non possiamo aspettarci niente di buono da questo progetto politico".

Vera Vital, torturata durante la dittatura

L'analisi di Héctor Estepa per Euronews da Rio de Janeiro:

Héctor Estepa Euronews

"Due modelli politici antagonisti si scontrano in Brasile. L'estrema destra di Bolsonaro ha proposto punizioni piu severe per gli omicidi, il potenziamento delle forze di polizia e una politica finalizzate alle 'armi per tutti'. Bolsonaro intende anche liberalizzare l'economia. Haddad, il candidato di sinistra per il partito dell'ex presidente Lula, usa un altro linguaggio e propone piu opere pubbliche, utilizzando la riserva monetaria del Paese".