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Irlanda, al voto per presidenziali

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Irlanda, al voto per presidenziali
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L'Irlanda torna questo venerdì al voto per le presidenziali, e il presidente uscente, il socialista scrittore e poeta Michael D. Higgins, dovrebbe essere confermato.

Gli elettori ora vogliono risposte concrete da tutti i candidati in relazione a questioni di interesse non solo nazionale ma anche internazionali. La verde Irlanda guarda al dibatitto sul cambiamento climatico e la sostenibilità, ma anche su temi come inclusione, nuove minacce di guerra, e terrorismo.

Non solo presidenziali però perchè il Paese è chiamato alle urne anche per un referendum che propone la depenalizzazione della blasfemia, reato confermato anche nella costituzione del 1937. La stessa chiesa cattolica ha definito "largamente obsoleta" la norma che considera reato penale la bestemmia.

Intanto c’è chi si domanda se fidarsi o meno del presidente uscente, come fa notare Sean Gallagher un candidato. Stravaganze a parte, l’Irlanda ha bisogno di chiarezza sui fondi pubblici. Tutti vogliono risposte, dice Gavin Duffy altro rivale di Higgins.

“Il presidente è stato molto popolare, è stato al di sopra della sue capacità, dice questo giornalista. Per quanto mi riguarda ha poteri molto limitati, ecco perchè è stato criticato nello stesso modo in cui è stato criticato il governo.”

Nella primavera scorsa oltre il 66% degli elettori irlandesi aveva votato a favore della legalizzazione dell'aborto. In pochi anni la “cattolicissima” Irlanda ha vissuto una evoluzione e un deciso processo di secolarizzazione. Economia dinamica e società ormai lontana da quell’immagine bigotta tratteggiata agli inizi del Novecento.

Le urne si chiuderanno alle 22. Lo spoglio inizierà solo sabato in mattinata. E forse già prima di domenica si saprà se Michael D. Higgins sarà di nuovo presidente oppure dovrà lasciare l’incarico e il palazzo di Dublino.