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Drone con cellulari e droga cade dentro il carcere di Taranto

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Drone con cellulari e droga cade dentro il carcere di Taranto

Drone con cellulari e droga cade dentro il carcere di Taranto
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REUTERS/Scott Audette/File Photo
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Un piano (quasi) perfetto. Mercoledì sera un piccolo drone che trasportava microcellulari e wurstel imbottiti di droga si è alzato in volo sopra il carcere di Taranto. Il suo tragitto si sarebbe dovuto concludere nella cella di uno detenuti, invece è finito contro dei fili sospesi ed è precipitato, schiantandosi all'interno del carcere. Una delle guardie si è accorta di tutto e ha dato l'allarme.

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Droga e telefoni erano destinati ad alcuni detenuti che si trovano al terzo piano del carcere. Il piano era stato organizzato in maniera dettagliata. Per coprire il ronzio dell'apparecchio dall'esterno è stata fatta partire una batteria di fuochi di artificio, mentre un detenuto indirizzava la rotta del drone dalla sua cella utilizzando la fiammella di un accendino. I cavi però hanno mandato all'aria l'operazione.

I sindacati si lamentano: "Misure di sicurezza inadeguate"

I sindacati hanno parlato subito di "misure di sicurezza inadeguate" nelle carceri e messo l'accento sulla carenza di personale e sulle vetuste dotazioni della polizia penitenziaria. "Come sempre in fatto di tecnologia - ha detto il segretario generale dell'Osapp, Leo Beneduci - la criminalità organizzata è al passo con i tempi a differenza dell'amministrazione penitenziaria che per problemi di disorganizzazione e di disattenzione costringe la polizia penitenziaria a mantenere a livelli del secolo scorso sia le proprie dotazioni in ausilio del servizio sia il proprio bagaglio di aggiornamento professionale".