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Brasile: Haddad sfida Bolsonaro (cancellando Lula e il rosso)

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Brasile: Haddad sfida Bolsonaro (cancellando Lula e il rosso)

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Proteste a sinistra, sondaggi a destra

SAN PAOLO (BRASILE) - Al grido di "Mai piu dittatura", centinaia di persone - per lo più legate al PSOL, il Partito Socialismo e Libertà, hanno manifestato mercoledi sera per le strade di San Paolo del Brasile, contro il candidato della destra alle presidenziali, l'ex capitano dell'esercito Jair Bolsonaro, il tutto sotto uno stretto controllo di polizia.

Al ballottaggio del 28 ottobre, Bolsonaro - che si è ripreso dopo l'accoltellamento subito durante la campagna elettorale il 6 settembre scorso - parte come favorito, dopo che nel primo turno ha ottenuto il 46% dei voti rispetto al 29% del candidato del Partito dei Lavoratori Fernando Haddad, il delfino di Lula.

Il primo sondaggio

Il primo sondaggio ufficiale di Datafohla verso il ballottaggio accredita Bolsonaro del 58% dei voti contro il 42% Haddad, candidato della sinistra.

Niente più Lula

Cambio di strategia per il partito dei lavoratori: dal materiale pubblicitario del Partito dei Lavoratori sparisce il colore rosso - che rimane solo attorno al numero 13 - e spariscono il nome e l'immagine di Lula, sostituito da Manuela d'Avila, candidata vice-presidente di Haddad.

Niente dibattito in tv?

"Lui, Bolsonaro, ha detto che non può partecipare ad un dibattito televisivo, non vuole essere sotto stress, e allora prometto che parlerò nel modo più calmo possibile, non alzerò la voce, non lo guarderò nemmeno se è questo che lo preoccupa". dichiara Fernando Haddad, al congresso del Partito dei Lavoratori. "Farò tutto ciò che vuole in modo che possa dire ciò che pensa del Brasile, in qualsiasi posto, anche con assistenza medica, e pure in infermeria...ovunque".

Fernando Haddad invita Bolsonaro ad un dibattito in tv.

Un paese spaccato in due

Il Brasile sembra spaccato in due: c'è chi augura forza e buona ripresa a Bolsonaro e chi proprio non lo può' vedere, per le sue discutibili opinioni, su donne, omosessuali e neri, sulla sua nostaglia per la dittatura (1964-1985) e anche sulle favelas che, secondo il candidato della destra, sarebbero da chiudere perchè ricettacolo di criminalità.

"Bolsonaro, forza e buon recupero"

Chi appoggia Haddad?

Finora, l'erede politico di Lula ha avuto solo l'appoggio del Partito Socialismo e Libertà (Psol, estrema sinistra), il cui candidato alla presidenza ha ottenuto solo lo 0,57% dei voti domenica scorsa, nonché l'impegno personale di Ciro Gomes, del Partito Democratico Laburista (Pdt), che ha ottenuto 12,47% dei voti al primo turno.

Fuori dai ranghi della sinistra e il centrosinistra, però, gli appelli di Haddad sono rimasti finora inascoltati. Il Partito Social Democratico (Psdb, centrodestra), ancora sotto shock dopo la peggiore performance elettorale della sua storia - il suo candidato, Geraldo Alckmin, si è fermato al 4,76% - ha già annunciato che non darà indicazioni di voto per il secondo turno delle presidenziali.

In quanto al Partito Socialista (Psb), ha dichiarato il suo appoggio ad Haddad a livello nazionale, ma ha lasciato liberi i suoi candidati governatori a San Paolo e nel Distretto Federale (dove si trova la capitale, Brasilia), che affrontano ballottaggi locali il 28 ottobre, a causa della forte ostilità contro il Pt nelle loro rispettive regioni.

A San Paolo, Haddad è arrivato solo terzo nel primo turno presidenziale. In quanto al Movimento Democratico Brasiliano (Mdb, centro), con il quale il Pt si era alleato nelle ultime due elezioni presidenziali, la pessima performance del suo candidato presidente, Henrique Meirelles (1,2%) nonché il tradimento politico di Michel Temer - eletto vicepresidente con Dilma Roussef due volte di seguito, e poi rimasto con la sua poltrona dopo l'impeachment - lo rendono un alleato scomodo per Haddad.

REUTERS/Amanda Perobelli
Chi appoggia Haddad?REUTERS/Amanda Perobelli