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Ruanda, l'arte per dimenticare la tragedia

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Di Cristiano Tassinari  & Clàudia Prat
Ruanda, l'arte per dimenticare la tragedia
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Ruanda, la "terra delle mille colline"

In questo processo di ricostruzione del paese, l'arte, la musica e la danza sono diventati strumenti importanti per riprendersi dalla tragedia e dal risentimento.
E' il caso della Galleria d'Arte "Ivuka's Arts", a Kigali, la capitale del Ruanda.

"Questo centro è un incubatore creativo per i giovani che si uniscono nel nome della cultura, e si esprimono attraverso diversi mezzi d'arte", spiega Collin Sekajugo, co-fondatore di "Ivuka's Arts".

Collin Sekajugo, co-fondatore di Ivuka, in versione 360 gradi.

"La visione di Ivuka è quella di dare il benvenuto ai giovani in uno spazio, un ombrello protettivo sotto cui tutti sono i benvenuti. Indipendentemente dal loro colore, background, fede, razza, classe sociale. Allo stesso tempo, con l'arte, apprendono un lavoro, per provvedere a se stessi, alle loro famiglie e a educare i figli. E per mettere del cibo in tavola", continua Collin Sekajugo.

"Equando dai uno sguardo a tutta la galleria, puoi vedere una notevole varietà di arte, creata dagli artisti che lavorano qui con noi", dice il co-fondatore di "Ivuka's Arts".

"Ivuka's Art Center" è stata la prima galleria d'arte ad aprire a Kigali dopo il genocidio tra Hutu e Tutsi, nel 2007.
Il centro è stato inizialmente concepito per scopi di ricostruzione e di cura della comunità. Ben presto è anche diventato il terreno fertile della rinnovata scena artistica di Kigali.

Ispirati da Ivuka, altri artisti hanno aperto le loro gallerie d'arte, almeno una mezza dozzina, dedicandosi a sviluppare i talenti artistici della zona.


Grazie all'esempio del co-fondatore di Ivuka's Art, Collin Sekajugo
, nato in Uganda, ma con radici familiari in Ruanda, oggi sta fiorendo una nuova generazione di artisti contemporanei ruandesi.

Non sottovalutiamo l'importanza dell'arte e della cultura: avrà un ruolo importante nella rinascita del Ruanda, paese che porta ancora i segni del genocidio, ma che fortunatamente sta vivendo una periodo di grande ripresa economica.