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Adzovic: "La drastica situazione dei campi nomadi italiani"

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Adzovic: "La drastica situazione dei campi nomadi italiani"

Adzovic: "La drastica situazione dei campi nomadi italiani"
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La Polizia Locale di Roma capitale ha iniziato lo sgombero del campo nomadi nell'area ex Casilino 900, già bonificata nel 2010. Le nuove baracche, nelle quali vivevano circa una trentina di persone, sono state smantellate.

Ma qual è oggi la situazione dei campi nomadi in Italia e in particolare nella capitale? Ne abbiamo parlato con Najo Adzovic, Presidente dell'Associazione Rom Nuova Vita "Figli dello stesso Padre".

"La situazione dei campi rom è drastica. E' una vergogna che oggi, dopo tutto questo tempo, i campi vengano sgomberati senza dare una soluzione alle famiglie, alle persone disagiate, alle persone malate, ai bambini che non riescono a frequentare la scuola dell'obbligo, perché si trovano in mezzo alla strada", spiega Adzovic. "Poi da ogni campo che stanno sgomberando in questo momento l'amministrazione, lo stato, il governo, i ministri, la questione è che si stanno creando centinaia e centinaia di micro accampamenti, in zone in cui danno anche fastidio ai cittadini italiani: sotto i ponti, nei parchi. Queste persone vivono nel degrado totale, nell'abbandono totale. E sono cittadini italiani!".

Il cosiddetto 'bonus casa' voluto dalla giunta grillina potrebbe risolvere il problema?

"Il 'bonus casa' che è stato dato alla comunità rom è un fallimento totale", dichiara Adzovic. "Hanno fatto una propaganda a 360 gradi attraverso i mass media, i giornali, nella quale si dichiarava che i rom avrebbero avuto diritto a una casa. Ma ogni famiglia è composta da 6,7 figli e se queste famiglie non hanno reddito o stipendio, ma quale proprietario di appartamento si prenderebbe la responsabilità di affittare una casa a queste famiglie? Nessuno fino ad ora".

Non è nel decreto sicurezza approvato lunedì dal Consiglio dei Ministri, ma il vicepremier Matteo Salvini è stato chiaro: "Entro cinque anni chiuderemo tutti i campi rom".

"Io spero che questi campi vengano superati. Spero che le famiglie che vivono in Italia da 30, 40, 50 anni, che i loro figli - appartenenti alla comunità rom ma con cittadinanza italiana - possano avere la loro casa, la loro vita, il loro diritto, ma anche la loro dignità di cominciare una vita diversa", spiega Adzovic. "Però non credo in questa favola. Noi pensiamo che dobbiamo ricostruire un dialogo con l'amministrazione del territorio, ma anche e soprattutto con la sindaca, con il ministro, con tutti coloro che hanno la buona volontà di risolvere questo problema. Noi non staremo in silenzio, anche noi ci stiamo organizzando e stiamo cercando di capire quale sarà il futuro dei nostri figli, della nostra vita. Perciò noi non permetteremo a nessuno di ghettizzarci nuovamente, di metterci in campi di concentramento".