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Euronews, storie dall'Aquarius

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I postumi dellla crisi diplomatica che hanno vissuto i migranti scesi in Spagna dalla nave Aquarius tre mesi fa sono ben lontani dall'essere risolti. Euronews ne ha incontrati alcuni, ma la situazione è molto complessa. Quasi cento giorni e nessuna delle 608 richieste di asilo su 629 persone a bordo è stata evasa. Nessuno è stato neppure espulso e i dossier giacciono sul tavolo del ministero degli interni. Sei di queste persone sono minori non accompagnati che sono stati presi in affidamento da comunità autonome e i loro casi verranno gestiti in modo diverso. I migranti dovrebbero sapere in sei mesi se hanno modo di essere riconosciuti come rifugiati in Spagna, ma l'ufficio che se ne occupa affonda sotto le richieste di asilo. Alcune di queste persone potrebbero anche essere espulse se non avessero i requisiti necessari. A chi dovesse andare bene si troverebbe di fronte un periodo integrazione fra i sei e 18 mesi.

Secondo la segreteria di Stato spagnola delle migrazioni, dei 629 migranti a bordo 493 avrebbero diritto all'asilo, ma anche gli altri, almeno finora, hanno libertà di movimento.

Ogni storia è diversa. Questa famiglia ad esempio è marocchina e i motivi del suo periplo sono principalmente economici. È passata per la Libia prima di arrivare in Europa. La Francia ha respinto la richiesta d'asilo e sono stati rimandati in Spagna. Ali, Mariam e la loro figlia dicono di non poter tornare in Marocco e di essere terribilmente dispiaciuti di non potere andare nell'esagono. Mariam afferma di essere stata violentata e maltrattata dai mercanti di uomini. Per ora sono ospitati e e loro spese vengono coperte dalle autorità iberiche. La regione di Valencia ha accettato circa 150 persone e qualche decina dovrebbero andare in Francia. Ali e mariam però, non saranno fra questi.

Tutti i problemi di questi arrivi sono messi in discussione da Juan Carlos Fulgencio, delegato della comunità autonoma di Valencia. Afferma che nel paese non esiste un problema migratorio, ma periodi in cui esistono picchi negli arrivi.

"La migrazione è un problema globale, se l'Europa vuole continuare a progredire come società dovrâ darsi una politica migratooria comune. I flussi continueranno a causa di ragioni contingentispecifichhe ad ogni paese. Gente che scappa dalla guerra, dalla morte e dalla fame".

Gente come Mariam, Ali e Maril che sperano adesso di avere un futuro in Spagna.