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Proteste in Belgio contro i centri di detenzione per migranti

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Proteste in Belgio contro i centri di detenzione per migranti

Proteste in Belgio contro i centri di detenzione per migranti
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In Belgio la popolazione scende in piazza contro la decisione del governo di chiudere in centri di detenzione i migranti in attesa di rimpatrio, incluse le famiglie con bambini.

Le proteste arrivano dopo la stretta delle autorità sull'immigrazione illegale, che comporterebbe il raddoppio dei posti nei centri di permanenza, con l'ampliamento della struttura di Steenokkerzel, vicino a Bruxelles, dove sarà trasferito chi cerca di raggiungere il Regno Unito.

Al Centro 127bis la prima famiglia con figli minorenni è arrivata il 14 agosto, suscitando la reazione di Amnesty International, mentre l'Unicef si è dichiarata "costernata" rispetto alla decisione del governo belga.

I dimostranti, accompagnati dai partiti di opposizione, nella giornata di sabato hanno organizzato un nuovo sit-in contro l'esecutivo di Charles Michel (Mouvement réformateur): "E' immorale detenere i bambini nei centri", dicono, chiedendo al Primo ministro di tornare sui suoi passi.

"Ce la si prende con le persone più vulnerabili, è un modo per distogliere l'attenzione - ha dichiarato Maxime Van Laere, del Partito dei Lavoratori (PTB) - E' uno spauracchio per allarmare la gente e impedire di concentrarsi sui problemi reali della società".

Gli attivisti sostengono che i richiedenti asilo rischiano di essere privati della loro libertà mentre le loro domande vengono prese in esame. Anche se molti dei loro figli sono nati in Belgio. Uno studio pubblicato ad agosto ha messo in evidenza come i bambini dopo la permanenza in questi centri possano soffrire di problemi psicologici a lungo termine.