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Taglio fondi Usa ad agenzia Onu, preoccupazione tra i rifugiati a Gaza

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Taglio fondi Usa ad agenzia Onu, preoccupazione tra i rifugiati a Gaza

Taglio fondi Usa ad agenzia Onu, preoccupazione tra i rifugiati a Gaza
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Sgomento tra i rifugiati palestinesi del campo di Al-Shati, nel Nord della Striscia di Gaza, dopo l’annuncio del taglio dei fondi statunitensi all’agenzia Onu che li sostiene (la Unrwa, United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East). Una decisione che, avvertono, porterà più instabilità, povertà e rabbia in Medio Oriente.

L'agenzia, attiva da 68 anni, fornisce servizi a olltre 5 milioni di rifugiati in Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania e Gaza. "Noi tutti - dice preoccupata una donna - ci facciamo affidamento, come possono privarcene? I bambini che vanno a scuola come faranno a comprare i quaderni, le penne e gli zaini? I loro genitori non possono permettersi neanche le matite".

La scelta dell'amministrazione Trump gode del sostegno di Israele. Il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che l'agenzia "perpetua il problema dei rifugiati". "La scelta non avrà effetti negativi ma positivi. Perpetuare il sogno di un ritorno a Jaffa per i discendenti dei rifugiati alimenta il conflitto", ha dichiarato Netanyahu, favorevole a spostare i fondi su altre organizzazioni che "usino criteri chiari di sostegno".

Secondo l'amministrazione Trump il modello di business della Unrwa ha portato a "operazioni irrimediabilmente imperfette" legate alla crescita "esponenziale, insostenibile, della comunità dei beneficiari".

"La Unrwa ha un ruolo cruciale nella stabilità regionale”, ha replicato il portavoce Chris Gunness, respingendo le critiche.