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Nicaragua, Ortega ammette ad euronews l'azione della "parapolizia" mascherata

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Nicaragua, Ortega ammette ad euronews l'azione della "parapolizia" mascherata

Nicaragua, Ortega ammette ad euronews l'azione della "parapolizia" mascherata
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Durante la sua intervista esclusiva con euronews, il presidente del Nicaragua Daniel Ortega ha ammesso l'esistenza di forze di "polizia volontaria" che agiscono mascherate ed armate nel contesto della repressione violenta delle proteste contro il governo.

"Qui abbiamo quella che chiamiamo polizia volontaria", ha detto Ortega ai nostri microfoni, ripetendo in tre occasioni che le persone incappucciate sono "agenti di polizia volontari". La sua dichiarazione arriva ad appena una settimana da alcune affermazioni in cui negava pubblicamente l'esistenza di una connessione tra l'esecutivo e questi gruppi di "parapolizia" o, più semplicemente, "paramilitari".

"Normalmente l'agente di polizia volontario affronta mascherato le operazioni speciali. Ci sono paesi in America Latina in cui i giudici si mettono una maschera per non essere uccisi", ha aggiunto il presidente in carica dal 2007.

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Durante un'intervista con il canale statunitense Fox News, Ortega aveva negato di controllare questi gruppi paramilitari che operano in supporto del governo, affermando che erano invece controllati dai partiti dell'opposizione.

Quando, davanti alle telecamere della CNN, gli è stata mostrata l'immagine di un gruppo di individui mascherati con tanto di bandiere sandiniste, ovvero la stessa area di militanza di Ortega, il presidente prima ha negato che fossero paramilitari (sono "cittadini che si difendono"), quindi ha messo in dubbio la veridicità della fotografia, etichettandola come un fotomontaggio operato dalla "destra".

Organizzazioni di monitoraggio nazionali ed internazionali ritengono che gli uomini armati incappucciati siano i principali responsabili degli omicidi occorsi fino ad ora, tra i 295 e i 448.

L'Associazione Nicaraguense per i Diritti Umani ha messo a disposizione di _euronews _delle immagini in cui si vedono i gruppi paramilitari che festeggiano la liberazione del dipartimento di Chontales, nel centro del paese. L'ONG assicura che scene simili si sono ripetute durante l'attuazione dell' "Operazione Pulizia" del governo Ortega per rimuovere le barricate che hanno bloccato il paese.

L'organizzazione denuncia anche l'uso di armi di alto calibro durante l'assedio e la riconquista della città di Masaya, simbolo della resistenza, da parte delle forze filogovernative. Tra queste ultime spiccano civili armati conosciuti come "turbas".

Il Nicaragua sta attraversando la sua crisi più sanguinosa dagli anni '80 a questa parte.

La Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH) e l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Acnudh) ritengono il governo nicaraguense responsabile di "omicidi, esecuzioni extragiudiziali, maltrattamenti, possibili atti di tortura e detenzioni arbitrarie", che Ortega ha negato.

Le proteste contro il leader sandinista e sua moglie, Murillo, sono iniziate dopo la proposta (poi ritrattata) dell'esecutivo di riformare il sistema di welfare. Con il tempo, i manifestanti hanno chiesto a voce sempre più grossa le dimissioni del presidente.