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Usa-Ue, la guerra delle auto

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"L’Unione Europea sta lavorando a una lista di dazi anti-USA". A dirlo la commissaria al Commercio, Cecilia Malmstroem. Bruxelles vuole reagire a eventuali dazi del 25% sulle vetture imposti da Trump per l’import di veicoli e pezzi di ricambio in arrivo dall’Europa.

"Potremmo parlare di un danno di 6 miliardi di euro per la Germania se venissero davvero implementati questi dazi commerciali nei confronti dei prodotti", dice un esperto tedesco.

È la guerra commerciale, iniziata coi dazi su acciaio e alluminio. Con l’obiettivo di abbassare le tariffe (imposte dall’UE) su determinati prodotti esportati dagli USA: una promessa fatta dal presidente agli americani durante la campagna elettorale, all’insegna dello slogan America first e in generale in ottica protezionistica e anti-globalizzazione.

Per i modelli di maggior successo l'aumento potrebbbe variare dai 1500 ai 7000 dollari.

Michelle Krebs, un'analista dice: "Ci sarà necessità di ridurre la produzione in alcuni stabilimenti. Si dovranno licenziare degli operai, i distributori dovranno licenziare semplicemente perché ci sarà un restringimento degli affari".

Un muro contro muro foriero di nefaste conseguenze come dice un giornalista: "Questa specie di guerra non farà che esacerbare lo spostamento della produzione verso la Cina. Pechino diventerà ancora più importante se queste cose verranno fatte".

Alcuni documenti parlano di quasi 200.000 posti di lavoro persi negli Stati Uniti arrivando fino a oltre 600.000 se altri paesi attueranno rappresaglie. Altri affermano invece che la cosa aiuterà l'industria statunitense.

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