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Al Festival di Cannes palestinesi e sauditi in cerca di visibilità

L'inviata a Cannes, Belle Donati, nello stand dell'Arabia Saudita
L'inviata a Cannes, Belle Donati, nello stand dell'Arabia Saudita
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Di Euronews
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Nel mercatino collaterale al Festival del Cinema, i Paesi che non hanno visibilità sul mercato cinematografico a livello internazionale si giocano le loro chances per farsi conoscere dal grande pubblico

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Dal 1987 ad oggi solo un film palestinese è stato selezionato per il Festival di Cannes. Ma mentre i loro film hanno cominciato ad essere riconosciuti, i palestinesi non lo sono ancora.

Il fulcro di Cannes è il tappeto rosso, ma il festival non potrebbe esistere senza questo tappeto rosa. Questo è il mercatino del festival e assicurarsi una vetrina qui è una grande conquista. Esattamente come nel caso dei palestinesi e dei sauditi, che sono qui per la prima volta.

Per i palestinesi, il cui stato non è riconosciuto a livello internazionale, esporre la propria bandiera ha un significato politico.

 Mohanad Yaqubi, filmmaker e organizzatore dello stand palestinese spiega che per i palestinesi l'importante è esserci: "Tutto ruota intorno alla rappresentanza. Quello che ci è successo è che siamo spariti. I palestinesi hanno un legame speciale col cinema perchè la telecamera dà visibilità. Ed è usata come uno strumento dai palestinesi". 

A 50 metri dallo stand dei palestinesi, i sauditi celebrano il loro primo anno a Cannes. Nel regno lo scorso mese è decaduto il bando che vigeva sul cinema e il Comitato per il cinema saudita è nel pieno del lancio di 9 pellicole filmate da giovani registi, tra i quali Ali Alkalthami, che racconta la sua esperienza: "Non immaginavo di poter essere un regista, non era un'opzione in Arabia Saudita. Era solo un sogno. Leggevo molto sui film e su come farli. Prendevo la telecamera e giravo. E' un'esperienza emozionante filmare nei luoghi pubblii in Arabia Saudita. Quello che sta succedendo con il pubblico del cinema, a livello internazionale, che ormai consuma soprattutto a livello digitale, in Arabia Saudita è esattamente l'opposto perchè ora la gente non vede l'ora di andare al cinema". 

Nè i sauditi nè i palestinesi hanno film in concorso nella selezione ufficiale quest'anno. Ma con decine di progetti in cerca di finanziamenti qui, sperano che questo tappeto rosa, il prossimo anno, si trasformi in un tappeto rosso.

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