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Genocidio Rohingya, missione diplomatica dell'Onu

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Di Cristiano Tassinari
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Genocidio Rohingya, missione diplomatica dell'Onu
Diritti d'autore  REUTERS/Oviyandi Emnur

Cinque giorni di speranza

Gli inviati dei 15 paesi membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU (i cinque paesi membri permanenti sono Usa, Regno Unito, Francia, Cina e Russia, più i dieci paesi non permanenti) hanno iniziato sabato una visita di cinque giorni in Bangladesh e in Myanmar per verificare le conseguenze della presunta pulizia etnica ai danni della minoranza musulmana Rohingya da parte dell'esercito del Myanmar.

700 mila Rohingya in cerca di pace e identità

I diplomatici, arrivati all'aeroporto della città di Cox's Bazar, dove si trovano i campi di accoglienza, incontreranno il Primo Ministro del Bangladesh Sheikh Hasina e la leader birmana Aung San Suu Kyi e quindi si recheranno nello stato di Rakhine, nell'ovest del Myanmar, teatro delle più sanguinose violenze.

Reuters/Michelle Nichols
I diplomatici dell'ONU al loro arrivo all'aeroporto di Cox's Bazar, in Bangladesh.Reuters/Michelle Nichols

Circa 700.000 Rohingya sono fuggiti in Bangladesh da quando, nell'agosto 2017, è iniziata l'operazione militare del governo birmano in risposta agli attacchi dei ribelli. musulmani alle postazioni governative e militari proprio nella zona di Rakhine.

Una delle peggiori crisi umanitari, un genocidio

**Quella dei Rohingya è stata definita, dalle stesse Nazioni Unite, una delle peggiori crisi umanitarie di sempre. E non solo: un genocidio.
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La speranza dei rifugiati è di poter tornare, un giorno, pacificamente, nel loro paese.
Sono ormai 9 mesi che vivono in campi di accoglienza composti da baracche.

Reuters/Oviyandi Emnuer
Il Kutupalong Camp, campo di accoglienza per i Rohingya, a Ukhia, vicino a Cox's Bazar (Bangladesh).Reuters/Oviyandi Emnuer

Nelle ultime settimane, gruppi di Rohingya hanno ripreso a sbarcare anche in Indonesia, allargando così le frontiere dell'emergenza umanitaria. 

Reuters/Oviyandi Emnur
Rifugiati Rohingya a Bireuen, nella provincia di Aceh, Sumatra (Indonesia)Reuters/Oviyandi Emnur

I rifugiati Rohingya attendono con ansia l'arrivo degli inviati delle Nazioni Unite, nella speranza che possano aiutarli a ottenere la cittadinanza birmana e poter, quindi, rientrare e tornare in possesso dei beni e delle proprietà che hanno dovuto abbandonare.