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"Forti sospetti" di corruzione per favorire l'Azerbaijan nel Consiglio d’Europa

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"Forti sospetti" di corruzione per favorire l'Azerbaijan nel Consiglio d’Europa

"Forti sospetti" di corruzione per favorire l'Azerbaijan nel Consiglio d’Europa
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Ilham Aliyev, Presidente della Republica di Azerbaijan
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Alcuni membri dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE), assemblea di Strasburgo composta da 324 parlamentari di 47 diversi Paesi, sono "fortemente sospettati" di corruzione. Avrebbero ricevuto grandi benefici da parte delle autorità azere per per bloccare risoluzioni critiche nei confronti dell'Azerbaigian e in particolare quella del 2013 sulla situazione dei prigionieri politici azeri.

Sono queste le conclusioni dell'inchiesta interna condotta sul cosiddetto "Caviargate", o diplomazia del caviale, contenute in un rapporto pubblicato dopo 10 mesi di lavoro, presentato domenica dai tre magistrati incaricati di condurla. Il sistema corruttivo messo in piedi dal Paese asiatico ammonterebbe a quasi 3 miliardi di dollari.

La conclusione del rapporto di 219 pagine: "Vi è un forte sospetto che diversi membri o ex membri, eletti nell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE), siano coinvolti in attività di corruzione in favore dell'Azerbaigian".

Il Paese asiatico è entrato nel Consiglio nel 2001 nonostante le proteste di osservatori indipendenti e Ong, fortemente critici per le presunte violazioni dei diritti umani a Baku. Sono stati chiusi gli uffici dell'Osce durante le ultime elezioni politiche del 2015.

Caviale e soggiorni in hotel di lusso

Alcuni funzionari avrebbero ricevuto caviale, tappeti e pernottamenti in hotel di lusso a Baku e sarebbero stati lautamente pagati per "attività di lobbying" a beneficio del regime.

"I parlamentari coinvolti sono invitati a sospendere le loro attività mentre una commissione esaminerà la loro situazione caso per caso", ha dichiarato il Presidente dell'Assemblea, Michele Nicoletti, in una conferenza stampa di domenica sera.

Tra questi parlamentari c'è Eduard Lintner, un ex membro della CSU tedesca, l'alleata bavarese della CDU della cancelliera Angela Merkel, che avrebbe ricevuto circa 800mila euro attraverso società di copertura.

Il rapporto fa il nome dell'ex deputato italiano Luca Volontè, sospettato di "attività di natura corruttiva" che avrebbe giocato un "ruolo importante" nel disinnescare un rapporto su 85 prigionieri politici in Azerbaijan nel 2013. Viene sospettato di aver ricevuto più di 2 milioni di euro da parte degli azeri. A gennaio il gup del tribunale di Milano ha deciso di mandare a processo Volontè per il reato di riciclaggio, come si legge in questo articolo di Milena Gabanelli. Lui rimanda al mittente ogni accusa.

Il documento si concentra soprattutto sul caso dell'anziano presidente dell'APCE, lo spagnolo l'Espagnol Pedro Agramunt, dimessosi nell'ottobre 2017 a causa dei sospetti che pesavano su di lui. Avrebbe avuto un "ruolo determinante" nelle decisioni favorevoli a Baku.

Il caso "Caviargate" è stato denunciato lo scorso anno da diversi giornali europei, tra cui Le Monde, The Guardian e la Süddeutsche Zeitung.

La relazione è stata elaborata da tre esperti: l'ex giudice francese per la lotta al terrorismo Jean-Louis Bruguière, il britannico Nicolas Bratza, ex presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo, e l'avvocato svedese Elisabet Fura.

La sua pubblicazione avviene alla vigilia dell'apertura della sessione primaverile dell'APCE, che riunisce 324 parlamentari dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa, tra cui i 28 membri dell'Unione europea.

Non dotato di poteri legislativi, l'APCE si riunisce quattro settimane all'anno a Strasburgo per discutere della difesa dei diritti umani o della lotta contro la corruzione.