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Saleh Muslim: "La Russia ci ha abbandonato"

Saleh Muslim: "La Russia ci ha abbandonato"
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Di Euronews
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A quattro giorni dall'inizio dell'offensiva turca sull'enclave curda di Afrin, l'ex presidente del Partito dell'Unione Democratica punta il dito su Mosca: "Non ha mantenuto le promesse"

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E' giunta al quarto giorno l'offensiva militare contro i curdi lanciata dall'esercito turco e dai ribelli siriani nella zona di Afrin, nel nordovest della Siria. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani tra le vittime dei bombardamenti turchi ci sarebbero anche** 23 civili**.

Euronews ha parlato di quanto sta succedendo con Saleh Muslim, ex presidente del Partito dell'Unione Democratica: "Quando la Russia è entrata in Siria per la prima volta ha dichiarato che ne avrebbe protetto l'integrità territoriale e che si sarebbe opposta a tutti gli attacchi contro il Paese. La Russia però non ha tenuto fede a queste promesse, ha lasciato fare alla Turchia quello che voleva. Noi non siamo nemici del popolo turco. Vi posso assicurare che nelle zone dove non siamo oppressi non c'è nessuna violenza. Non saremo mai una minaccia per il popolo turco. Ci hanno accusato anche di avere lanciato dei razzi sulle città di Kilis e Reyhanli, ma non l'abbiamo mai fatto. Non abbiamo mai lanciato dei razzi in quelle zone, né abbiamo mai preso di mira obiettivi civili".

Ambivalente anche la posizione degli Stati Uniti, che hanno avuto nei curdi il principale alleato nella lotta all'Isis. Il segretario di Stato Rex Tillerson ha espresso preoccupazione e invitato "alla moderazione tutte le parti", ma ha riconosciuto allo stesso tempo la legittimità dell'azione turca: "Riconosciamo pienamente il legittimo diritto della Turchia di proteggere i propri cittadini dagli elementi terroristici che potrebbero lanciare attacchi contro i cittadini turchi in territorio turco dalla Siria".

Migliaia di persone hanno abbandonato la zona di Afrin per raggiungere Aleppo ma il loro esodo è stato bloccato dalle forze governative siriane, che hanno chiuso i checkpoint controllati dal regime di Assad. I curdi hanno lanciato un appello per una mobilitiazione di massa in difesa di Afrin, mentre un portavoce di Erdogan ha detto che l'offensiva militare andrà avanti finché i milioni di profughi siriani in Turchia non potranno tornare in patria e le organizzazioni terroristiche in Siria non saranno state sgominate.

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