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La Svezia ha bisogno di più celle nelle prigioni

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La Svezia ha bisogno di più celle nelle prigioni

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Secondo il ministro della Giustizia Morgan Johansson, la Svezia avrà bisogno nei prossimi anni di centinaia di nuove celle nelle carceri e di più spazi di detenzione in previsione di un aumento di criminali condannati.

Lo scrive The Local citando un'intervista del politico all'agenzia stampa TT.  "La grande sfida del prossimo mandato di governo sarà garantire che il sistema penale sia configurato in modo da essere in grado di accogliere coloro che sono ora condannati e riabilitarli in modo che non ritornino a delinquere", ha affermato Johansson. 

Con l'aumento delle risorse della polizia e l'inasprimento delle pene per i crimini legati all'uso di armi, secondo il ministro saranno necessarie centinaia di nuove carceri e centri di detenzione.

"Centinaia non è molto in questo contesto", ha osservato, sottolineando che al momento nella sola Malmö almeno 80 persone sono in stato di detenzione sospettate di aver preso parte a sparatorie e delitti di crimine organizzato. 

L'esecutivo vuole che la polizia, l'anno prossimo, dia dare priorità alla lotta contro il crimine e le violenze sessuali. Nel 2017 ci sono state 306 sparatorie con 41 morti e 135 feriti. Johansson ritiene che una delle cause sia l'aumento della disponibilità di armi da fuoco.  

Secondo l'attuale legislazione svedese, scrive The Local, la nozione di "stupro" comprende una moltitudine di reati sessuali che possono verificarsi o meno in presenza di minacce o violenza fisica. 

La Svezia sta considerando una modifica legislativa per quanto riguarda i reati di violenza sessuale: ogni rapporto intercorso senza consenso potrebbe essere considerato stupro.

Ai sensi dell' attuale legislazione svedese, la denuncia per stupro scatta quando si dimostra il ricorso a minacce o violenze. In base alla proposta, sarebbe da configurarsi tale anche in assenza di esplicito accordo verbale o la mancanza di chiara volontà di acconsentire all'atto sessuale. Una riforma, questa, definita storica dal primo ministro Stefan Löfven e spinta dall'onda emotiva dalla campagna #meToo. 

Spetta al momento all'accusa presentare al tribunale prove che dimostrino oltre ogni ragionevole dubbio che l'imputato abbia commesso il reato. Se dovessero passare le modifiche alla legge, l'accusa dovrà presentare prove che dimostrino che l'atto sessuale non è stato consensuale: gli autori dei reati potrebbero perseguiti penalmente anche senza la presenza di violenza o la minaccia di violenza.

Le forze dell'ordine avranno bisogno di nuovi fondi per poter rispondere adeguatamente alle nuove norme, qualora entrassero in vigore: il governo sta mettendo da parte due miliardi di corone addizionali (203 milioni euro) destinate alla Polizia per il 2018, mentre un totale di 7.1 miliardi di corone è stato promesso per il periodo 2018-2020 (721 milioni di euro).