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Erdogan in Grecia tra disaccordi e affari

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Erdogan in Grecia tra disaccordi e affari

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REUTERS/Alexandros Avramidis
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Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan chiede la revisione del trattato di Losanna nel suo secondo giorno di visita in Grecia dedicato all'incontro con la comunità islamica.

L'accordo del 1923 definisce i confini tra i due Paesi, spesso contesi, e inquadra lo status dei musulmani di origine turca.

Atene - secondo Ankara - non applica il trattato sul rispetto della minoranza religiosa, nominando direttamente i mufti, invece di consentire alle comunità locali di farlo.

Tra i due Paesi i motivi di ruggine sono diversi: oltre alla questione di Cipro, recentemente c'è la mancata estradizione di otto ufficiali turchi sospettati di aver partecipato al golpe dello scorso anno.

La Corte Suprema greca ha bloccato le estradizioni e Erdogan ha denunciato che i "terroristi, se sono detenuti in Grecia dovrebbero essere estradati in Turchia".

"Come avete visto, il nostro presidente può parlare apertamente con il presidente greco e il premier Tsipras in modo amichevole e aperto - ha detto Ömer Çelik, ministro turco agli Affari Europei - È molto importante, per due paesi amici e vicini, parlare dei nostri problemi in modo aperto, esprimere esplicitamente i nostri disaccordi e poi concentrarsi sul miglioramento delle nostre relazioni future".

Erdogan però non perde di vista gli affari e lavora alla istituzione del Consiglio di cooperazione bilaterale che tra due mesi a Salonicco potrebbe dare il via a tre importanti progetti infrastrutturali.