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Grecia: medici e ong aiutano una giovane rifugiata irachena

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Grecia: medici e ong aiutano una giovane rifugiata irachena

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Ahmad ha 53 anni, è fuggito dall'Iraq dove ha subito torture e preferisce non mostrare il proprio volto. Accompagna sua figlia Leila in ospedale ad Atene per un'operazione agli occhi. Rapita e imprigionata in Iraq assieme alla madre, Leila ha subito un forte shock che ha danneggiato gravemente la sua vista, hanno spiegato i medici. In cella ha visto morire la madre.

"Tutto quello che posso dire oggi è che sono felice, sono molto felice di poter vedere" dice la ragazzina.

Dopo l'operazione la vista della dodicenne è decisamente migliorata. Il dottor Ioannis Stavrakas ha accettato di operarla gratuitamente: "Ogni essere umano dovrebbe cercare, in base alle proprie capacità, di aiutare i rifugiati. Queste persone hanno sofferto molto. I nostri problemi non possono essere paragonati a quello che hanno dovuto sopportare queste persone".

Il giorno seguente, Ahmad e le due figlie sono arrivati alla casa d'accoglienza di "Goodwill Caravan", la Ong che si è mobilitata per l'operazione di Leila e che ha trovato un'abitazione per la famiglia.

Hanan Ashegh è la fondatrice di "Goodwill Caravan". Vive a Londra e viene in Grecia una volta al mese.

"Questa casa ospita dieci famiglie, ma non basta visto che siamo in inverno" dice Ashegh. "Speriamo di ottenere un edificio più grande dove possiamo accogliere donne e bambini su un piano e famiglie con uomini su un altro piano. Perché un uomo può essere rispettato soltanto se resta accanto alla famiglia".

"Molti bambini rifugiati fanno fronte a gravi problemi di salute, a causa delle avversità che hanno sopportato prima di arrivare in Grecia" dice il nostro corrispondente Apostolos Staikos. "Il caso della dodicenne Leila dimostra che si possono cambiare le cose quando medici volontari e Ong uniscono le forze".