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Papa Francesco porta in Myanmar il suo messaggio di pace

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Papa Francesco porta in Myanmar il suo messaggio di pace

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Una partenza storica quella di Papa Francesco per il Myanmar. La prima volta che un Pontefice si reca nel Paese. E il viaggio nell’ex-Birmania arriva in uno dei momenti più critici del lungo e irto percorso che la Nazione tenta di compiere verso la democrazia. Una piccola comunità di cattolici attende l’arrivo del Santo Padre, ma ad essere in subbuglio è gran parte della popolazione che vede nella visita del leader della Chiesa cattolica un segnale d’attenzione per il Paese.

“Sono ormai 500 anni che il Myanmar si è unito al cattolicesimo e il Papa non è mai venuto qui prima d’ora. Voglio la sua benedizione. Voglio seguire la santa messa” dice U Khun Aung, abitante di Kachin.

Anche chi ha subito sulla propria pelle le conseguenze della dittatura non ci sono dubbi: la visita del Papa non può che essere un bene per il Myanmar.

“In generale sono molto ottimista. Dopo tutto quel che è accaduto nel Myanmar nel corso di quest’anno credo che la visita del Papa sia la benvenuta. È il tempismo perfetto e credo possa fare molto bene al Paese” sostiene Khin Zaw Win, analista ed ex-prigioniero politico.

Il Vaticano ha preparato questo viaggio puntando ad un messaggio chiaro: sostenere ed appioggiare il rispetto per i diritti umani e per la minoranza musulmana dei Rohingya, vittima di un esodo in massa verso il vicino Bangladesh. Il Papa, il Vangelo in una mano e il giornale nell’altra, diffonderà il suo messaggio di mediazione per risolvere la crisi.