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Birmania, attesa per il Papa

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La Birmania è pronta ad accogliere la prima visita di un pontefice nel Paese. L'arrivo di Papa Francesco è previsto per lunedi' 27, quando comincerà un viaggio che lo porterà anche nel vicino Bangladesh. Una visita attesa per molti motivi, primo tra tutti la crisi umanitaria dei Rohingya. Decine di migliaia i fedeli arrivati a Yangon, accampati in sistemazioni temporanee.

"Penso che il Papa ci potrà portare alla pace, o darci consigli sulle tensioni", si augura un fedele.

Il Papa incontrerà anche il capo dell'esercito birmano e la leader del Paese Aung San Suu Kyi.

"(Penso che) Papa Francesco stia cercando di sostenere la possibilità di una riconciliazione all'interno del Myanmar e quindi di limitare il potere dell'esercito, non tanto perchè lui ha questo potere ma perchè rafforzando Aung San Suu Kyi e dando questo messaggio con la sua visita puo' aiutare la comunità internazionale a partecipare un po' di piu' al destino del Myanmar", spiega padre Bernardo Cervellera, direttore di Asia News.

Aung San Suu Kyi è stata criticata per la sua risposta alla crisi dei Rohingya, considerata tardiva. Molti si chiedono se il Papa userà il termine Rohingya, o se eviterà di farlo come richiesto da piu' parti per non alimentare tensioni. Secondo gli osservatori sarà diplomatico e non pronuncerà la parola Rohingya. Da agosto sono oltre 600 mila i membri della minoranza musulmana fuggiti in Bangladesh per evitare la repressione dell'esercito birmano.