Raqqa, quel che resta di Isis

Raqqa, quel che resta di Isis
Di Alberto De Filippis
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I sopravvissuti di Isil si difendono strenuamente a Raqqa, anche se la fine è prossima

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Quel che resta dello Stato Islamico sta combattendo alla morte per tenere le posizioni in Raqqa, una volta capitale di quello che doveva essere il califfato sognato dai jihadisti di al Baghdadi. Le Forze democratiche siriane hanno conquistato circa il 90% di quella che era la roccaforte dell’Isis e stanno chiudendo gli avversari o quel che ne resta in una sacca di territorio vicino il centro città. In piena disperazione i jihadisti avrebbero rinchiuso cetinaia di civili in quello che restava dello stadio della città cercando di utilizzarli come scudi umani.

Nessuno fra i combattenti siriani dubita della vittoria finale, ma restano i rischi di azioni disperate da parte dei sopravvissuti di Isis. “Non sappiamo quanti fossero i miliziani”, dice quest’uomo. “Non abbiamo intelligence, ma vediamo che la forza dei loro attacchi è diminuita”.

Il timore è che alcuni dei jihadisti si nascondano fra le persone in fuga e possano provocare stragi ai posti di controllo, un rischio che le forze siriane hanno già dovuto affrontare in altre regioni del paese e in Iraq, ma non tutti apprezzano.

Dice una donna: “Perquisiscono tutti, anche noi donne eppure i jihadisti sono lontani”.

Errore, i jihadisti potrebbero essere ben più vicini di quanto si creda e la moltiplicazione di attentati suicidi lo dimostrerebbe. Sconfitti militarmmente ai jihadisti non sarebbe rimasta che la scelta stragista. Una tattica che rischia di mietere ancora parecchie vittime.

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