Caporalato: controlli in 26 aziende agricole del Sud Italia

Caporalato: controlli in 26 aziende agricole del Sud Italia
Di Salvatore Falco
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I migranti sono costretti, per pochi euro, a lavorare con orari pesantissimi, in condizioni anche igieniche disumane

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26 aziende agricole controllate, 235 persone identificate e 3 arresti. La polizia italiana ha effettuato, nell’ambito dell’operazione Freedom, il primo di una serie di blitz contro il caporalato dalla Sicilia alla Campania. I migranti sono costretti, per pochi euro, a lavorare con orari pesantissimi, in condizioni anche igieniche disumane, senza alcun giorno di riposo.

L’intermediazione abusiva della mano d’opera è tipica del settore agricolo. Ma se si è diffusa nell’edilizia, nel manifatturiero, nella ristorazione e nel turismo.

I lavoratori sfruttati nel ragusano, ad esempio, provenienti dalla Nigeria e dalla Romania, lavoravano dalle 6 alle 19, percependo un compenso di 25 euro:

Ufficiale di polizia: “Che tipo di lavoro svolgi all’interno dell’azienda?”
Lavoratrice: “Raccolgo pomodori”
Ufficiale di polizia: “Hai ricevuto un contratto di lavoro o un altro documento?”
Lavoratrice: “No”
Ufficiale di polizia: “E quanto guadagni?”
Lavoratrice: “25 euro al giorno”
Ufficiale di polizia: “Quando ti pagano?”
Lavoratrice: “Il sabato”.

Molti di loro riferiscono che il caldo insopportabile provoca un perenne stato di confusione, di cui non si lamentano per la continua minaccia di licenziamento.

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