Ue: alla carica contro il glifosato

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Di Cecilia Cacciotto
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L’agenzia europea per la sicurezza degli alimenti nel mirino dell’Europarlamento che chiede conto della decisione sul glifosato, il pesticida in assoluto il più usato al mondo.

Nella primavera scorsa l’Efsa (l’autorità europea per la sicurezza alimentare, con sede a Parma) aveva concluso che la sostanza non era cangerogena, da qui il via libera della Commissione che ha prorogato l’uso del pesticida in Europa per tutto il 2017. E che potrebbe adesso allungare questo periodo di altri 15 anni.

James Ramsay dell’Efsa: “Quando un’azienda vuole introdurre un pesticida nel mercato, deve prima fare una valutazione del rischio e questo è qualcosa che noi Efsa facciamo insieme ad esperti dei diversi Stati membri. Quindi, nel caso del glifosato, abbiamo fatto una valutazione completa del rischio, considerando quelli per i consumatori, per gli animali e l’ambiente, prendiamo quindi in conto questi studi dettagliati così come molti altri studi scientifici”.

La polemica in Europa è lontana dall’essere finita. Non solo gli eurodeputati sono sul piede di guerra ma anche molte Ong. Euronews ha sentito Greenpeace France: “Il parere dell’agenzia europea contrasta con uno studio del centro internazionale di ricerca sul cancro, che aveva classificato il glifosato come probabilmente cancerogeno. Le agenzie europee nelle valutazioni che fanno si concentrano unicamente sugli studi fatti e commissionati dall’insustria, da chi vende in pratica queste sostanze, studi che poi non vengono resi pubblici”.

Sul glifosato si pronuncerà una seconda volta anche l’Agenzia europea dei prodotti chimici. A quel punto l’Unione avrà 6 mesi per pronunciare l’ultima parola.

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