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Francia 2017, Attacco "hacker" sulla campagna di Macron

Francia 2017, Attacco "hacker" sulla campagna di Macron
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Di Luca Colantoni
Pubblicato il
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Diffusi in Rete dei documenti riservati del candidato social-liberale alle Presidenziali

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Qualcuno lo ha già definito un “MacronLeaks”. Sul filo di lana della campagna elettorale, a poche ore diverse caselle di posta elettronica di vari responsabili di En Marche, il movimento di Emmanuel Macron, sono state oggetto di un attacco hacker in grande stile. Documenti, contratti, estratti conto insieme anche a dei documenti falsi, tutto è finito in Rete, molte cose sui Social Media. Una operazione di pirateria informatica “massiccia e coordinata”, come ha denunciato lo staff di Macron sul sito di En Marche e soprattutto con un timing perfetto: alla mezzanotte precisa, ovvero all’inizio del 6 maggio, giornata di silenzio elettorale prima del ballottaggio del giorno dopo.

IL PROFILO TWITTER DI EN MARCHE

Chaque génération a son rôle historique, sa responsabilité, sa mission. pic.twitter.com/QsX0WT7PFk

— En Marche (@enmarchefr) 5 maggio 2017

Secondo alcuni uomini dello staff di Macron, buona parte dei documenti sarebbero stati trafugati già nei giorni scorsi quando alcuni collaboratori del candidato avevano denunciato che le loro e-mail personali e lavorative, erano state manomesse. In totale 9 giga di materiale che ha costretto la Commissione di Controllo Elettorale ad emettere un comunicato per vietare categoricamente agli organi di stampa di pubblicare qualsiasi documento in loro possesso ed ai cittadini di rilanciare sui Social quanto recuperato in Rete. Ma il “danno” era ormai fatto. Tutto era già preda dei siti specializzati nella diffusione di materiale del genere come Wikileaks e soprattutto Sputnik che ha riversato immediatamente mail e documenti su Twitter. Ma non solo. Nel comunicato di En Marche viene denunciato un tentativo di destabilizzare le elezioni presidenziali francesi e non a caso, fuori dalla Francia, alcuni account che hanno pubblicato il materiale piratato sono riconducibili ad alcuni esponenti dell’ultradestra americana, come Jack Posobiec, fin dall’inizio ostili a Macron e filo-Le Pen.

IL TWEET DELLA COMMISSIONE DI CONTROLLO ELETTORALE

Raccomandazione aux médias suite à l’attaque informatique dont a été victime l‘équipe de campagne de p> EmmanuelMacron </a> <a href="https://t.co/LaLA1hgXYk"> pic.twitter.com/LaLA1hgXYk </a> </ a> p> & mdash; CNCCEP (cnccep) 5 maggio 2017 blockquote> </ script>

Per gli inquirenti francesi che curano le indagini, sicuramente da catalogare come “fake” i documenti di versamenti o conti aperti in improbabili paradisi caraibici. Altrettanto falso un documento dove un fantomatico contraente si definisce: ‘La Providence’, guarda caso il nome del liceo in cui si conobbero Macron e sua moglie Brigitte.

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