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Stimoli all'economia contro la Brexit. L'ipotesi della Banca d'Inghilterra

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Di Diego Giuliani
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Stimoli all'economia contro la Brexit. L'ipotesi della Banca d'Inghilterra

Forse un taglio dei tassi d’interesse già durante l’estate per contrastare gli effetti del voto sulla Brexit. A evocarlo – seppur indirettamente – nel suo secondo intervento dal referendum, è il Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, che parla di necessarie misure di stimolo per contrastare peggiorati scenari per l’economia britannica e incertezza che potrebbe pesare più a lungo del previsto.

Qui il testo integrale del suo intervento

“Le previsioni economiche si sono deteriorate – ha detto Carney – e alcune politiche di allentamento monetario potrebbero essere necessarie nel corso dell’estate. Il Comitato per le Politiche Monetarie farà una prima valutazione il 14 luglio e un rapporto più organico sullo stato dell’economia – corredato di più aggiornate previsioni -, seguirà ad agosto insieme al nuovo rapporto sull’inflazione. Sempre ad agosto torneremo a valutare la gamma di strumenti da impiegare per erogare gli stimoli monetari eventualmente necessari”.

Il discorso di Carney in pillole: ecco i passi salienti



Incertezza. “Il risultato del referendum è chiaro. Le implicazioni per l’economia non lo sono affatto”.





Questione di tempi, non di opportunità. “La questione non è se il Regno Unito sarà portato ad operare degli aggiustamenti, ma quanto rapidamente e quanto efficacemente”.


L’onda lunga dell’incertezza. “L’incertezza che si prevedeva resterà pronunciata con effetti sull’economia che protranno durare più a lungo del previsto”


Imperativo chiarezza (e determinazione): “Nel breve termine sono necessari piani d’intervento chiari e misure da mettere in atto con determinazione”.


Siamo flessibili e forti. “L’economia britannica è tra le più flessibili al mondo ed è in grado di gestire questo periodo di transizione”.



Effetto Carney” sui mercati: la sterlina scivola, le borse volano

Forte l’eco delle parole di Carney sui mercati, con la sterlina subito giù ai minimi sull’euro da due anni a questa parte. Positiva invece l’accoglienza delle principali piazze finanziarie europee, incoraggiate dai prospettati interventi in favore dell’economia britannica. Su tutte Londra, alla chiusura prossima del 2,3%, seguita da Piazza Affari all’1,57%.