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La Sierra Leone non è "ebola free": morta una 22enne

La Sierra Leone non è "ebola free": morta una 22enne
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Di Alfredo Ranavolo
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Solo ieri l'annuncio dell'Oms della fine dell'epidemia per tutta l'Africa Occidentale. Ora si teme un nuovo focolaio.

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Neanche 24 ore dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato l’Africa occidentale ebola free si è accertato che così non era. Il test effettuato su una ragazza di 22 anni, morta nel nord della Sierra Leone, ha dato esito positivo.

Paese nel quale l’epidemia era stata dichiarata sconfitta il 7 novembre. L’Oms, confermando il caso, ha, però, chiarito che nuovi focolai erano ancora possibili, dato che la malattia rimane latente a lungo.

Tarik Jasarevic, portavoce dell’organizzazione, ha spiegato che “la Sierra Leone era già in una fase di sorveglianza intensa, che ha permesso di rilevare questo caso molto rapidamente”.

E ha aggiunto che “è ora prioritario effettuare tutte le ricerche relative a tutti i possibili contatti, anche per capire come questa persona è stata infettata. Questo episodio ci ricorda che dobbiamo essere molto vigili, pronti a rispondere a ogni possibile nuovo caso”.

La giovane morta avrebbe esposto al contagio almeno 27 persone, secondo un’organizzazione sanitaria che opera in Sierra Leone. Aveva cominciato ad accusare i sintomi all’inizio dell’anno. Non è stato reso noto per quale motivo era stata dimessa da un ospedale nella città di Magburaka, senza applicare i protocolli di sicurezza.

Proteste davanti al nosocomio da parte della popolazione, che ora teme possa diffondersi il contaggio tra i 40.000 abitanti.

La ragazza, una studentessa, è morta tre giorni fa. Augustina Junisa, a capo delle autorità mediche locali, ha affermato che si è ammalata mentre si trovava in vacanza nel villaggio di Bamoi Luma, al confine con la Guinea, Paese nel quale l’epidemia era iniziata a dicembre del 2013.

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