Che si raggiunga l’accordo sul programma nucleare o meno, gli Stati Uniti restano l’esempio perfetto dell’arroganza e l’Iran continuerà a combattere
Che si raggiunga l’accordo sul programma nucleare o meno, gli Stati Uniti restano l’esempio perfetto dell’arroganza e l’Iran continuerà a combattere l’arroganza. Parola di Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, contenuta in un tweet che piomba come un macigno nella delicatissima fase di negoziati tra Teheran e il gruppo dei Cinque più uno.
“Abbiamo parlato con le potenze mondiali in modo tale che, anche se il negoziato fallisce, la nostra diplomazia ha dimostrato al mondo che siamo coerenti – dice il presidente iraniano Hassan Rouhani -. Non abbiamo mai interrotto la trattativa e abbiamo sempre fornito le migliori risposte”.
Per Laurent Fabius, ministro degli esteri francese, è arrivato il momento delle decisioni. Rinviato per tre volte, il termine per trovare un accordo scade domani, lunedì. I lavori proseguono a oltranza in un hotel di Vienna. Non trapelano indiscrezioni, se non l’accusa iraniana ai suoi interlocutori di voler fare marcia indietro rispetto all’intesa di massima del 2 aprile scorso.
“I diplomatici parlano di ritorno alla speranza – dice l’inviata di euronews Reihaneh Mazaheri – e dicono che si sta manifestando la volontà politica per risolvere le ultime difficoltà”.