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Ucraina: stallo al fronte. Nessuno ritira le armi pesanti

Ucraina: stallo al fronte. Nessuno ritira le armi pesanti
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Di Alberto De Filippis
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Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Non una tattica finissima, forse, ma è quello che pensa lo stato maggiore ucraino che non ritiene di ritirare

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Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Non una tattica finissima, forse, ma è quello che pensa lo stato maggiore ucraino che non ritiene di ritirare le armi pesanti dal fronte fino a quando i separatisti non faranno lo stesso.

Continuano anche i combattimenti. In 24 ore almeno due soldati morti e una decina sono rimasti feriti.

Gli accordi di Minsk 2 sembrano lettera morta. Dice un portavoce di Kiev: “Il grosso delle forze separatiste è concentrato fra Donetsk e Horlivka, ma il nemico non perde occasione di attaccare le nostre posizioni nelle zone residenziali di Shirokine e Mariupol”.

Dal canto loro i separatisti che, oggi celebravano il giorno del padre della patria, una festa di origine sovietica, affermano che inizieranno a ritirare le armi pesanti da questo martedì e che l’operazione sarà conclusa in 14 giorni. Comunque con una settimana di ritardo rispetto agli accordi presi in Bielorussia.

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