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Renzi-Maroni, palleggio di responsabilità su Expo

Renzi-Maroni, palleggio di responsabilità su Expo
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Di Euronews
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Braccio di ferro a distanza continentale tra Roberto Maroni e Matteo Renzi. Il premier, dall’Asia, dove si trova in missione, ha replicato all’allerta lanciata dal presidente della Lombardia sul rispetto dei tempi per i cantieri dell’Expo.

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“Rifletta sulle responsabilità della Regione” aveva affermato il presidente del consiglio. “Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Sono accuse infondate” ha replicato l’esponente leghista, aggiungendo che è stato il governo, invece “a perdere tre mesi di tempo”.

Maroni afferma di aver mandato a Renzi “una lettera, il 4 marzo, indicando una serie di misure che servono per consentire a noi di completare le opere per l’Expo. E non ho ancora ricevuto risposta”.

I recenti scandali hanno complicato ulteriormente il percorso verso l’esposizione universale dell’anno prossimo e impegnato il governo sul fronte del contrasto alla corruzione.

Il viceministro alle infrastrutture e trasporti Riccardo Nencini sostiene che il lavoro sul nuovo Codice degli
appalti “non c’entra nulla con Expo e Mose. Non è figlio delle tangenti né di Milano né di Venezia” ma non nega che “questi casi ci obbligano ad accorciare i tempi”.

La normativa europea imponeva comunque una revisione entro il 2016, originariamente “noi avevamo previsto di farlo entro il 2015”.

Nencini sostiene che “il nuovo codice non servirà a fermare completamente la corruzione, ma “le buone leggi aiutano”. Ad accompagnarle è necessaria “una nuova etica pubblica”.

Sulla possibilità di terminare in tempo i lavori per Expo si è mostrato fiducioso: “le opere vanno terminate entro il 15 aprile dell’anno prossimo. Mi fido dei tecnici di Palazzo Chigi”.

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