Dopo il ritrovamento del drone carico di esplosivo accanto agli Antonov ucraini, gli inquirenti a Lipsia hanno individuato tracce di DNA. Secondo diversi media potrebbe esserci un legame con un caso del 2024
C'è una traccia di DNA che potrebbe cambiare l'inchiesta sul drone esplosivo di Lipsia. Il profilo genetico trovato sul dispositivo, secondo "Bild" e "Die Zeit", presenta infatti una corrispondenza con una traccia già emersa in Lituania e con il caso del pacco bomba incendiario che nel 2024 aveva colpito il centro logistico DHL dell'aeroporto tedesco. Un collegamento che gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire e che riporta al centro dell'indagine la pista del sabotaggio organizzato.
Il nuovo elemento arriva a pochi giorni dall'episodio del 5 agosto, quando un drone dotato di esplosivo e detonatore fu trovato nelle vicinanze di un Antonov Airlines, vettore ucraino con base operativa a Lipsia. L'aeroporto è uno snodo importante per il trasporto di merci e viene utilizzato anche per attività legate al sostegno logistico dell'Ucraina.
Secondo le ricostruzioni pubblicate da "Die Zeit", le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrerebbero che il drone non si trovava semplicemente nelle vicinanze dell'aereo, ma avrebbe seguito una traiettoria diretta verso il velivolo, colpendone un'ala.
Il drone ha colpito l'Antonov, ma l'esplosivo non è esploso
La dinamica rende l'episodio particolarmente grave. Il drone avrebbe raggiunto l'aereo cargo intorno alle 19.30 e si sarebbe schiantato contro un'ala. A bordo del dispositivo c'era un ordigno contenente Semtex.
L'impatto, però, non ha provocato l'esplosione. Secondo le informazioni riportate dai media tedeschi, il carico esplosivo si sarebbe separato dal drone dopo la collisione, finendo a terra.
Il velivolo sarebbe stato colpito vicino alla zona del serbatoio del carburante, secondo "Bild". Se l'ordigno fosse esploso a contatto con l'aereo, le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi.
Ancora più inquietante è quanto sarebbe accaduto nelle ore successive. Il drone non sarebbe stato immediatamente individuato dai sistemi di sicurezza dell'aeroporto. L'ordigno è stato scoperto solo diverse ore dopo, quando un autista di autobus lo avrebbe notato nell'area aeroportuale. L'esplosivo, secondo la ricostruzione, si trovava a una certa distanza dal drone.
Il dispositivo è stato poi messo in sicurezza dagli artificieri.
La svolta del DNA: la pista porta in Lituania
Cinque giorni dopo l'episodio, gli investigatori hanno isolato una traccia di DNA sul drone. Il profilo non ha ancora consentito di identificare una persona, ma secondo "Bild" esisterebbe una corrispondenza nella banca dati europea con una traccia già presente in Lituania.
Il dato diventa ancora più interessante perché, secondo le stesse ricostruzioni, il DNA coinciderebbe con quello trovato dopo un precedente attacco incendiario avvenuto il 20 luglio 2024 proprio nell'area dell'aeroporto di Lipsia.
All'epoca un pacco contenente un ordigno incendiario era esploso a terra. Solo un ritardo del volo DHL aveva impedito che il dispositivo si trovasse a bordo dell'aereo durante il decollo.
Il collegamento tra i due episodi è ancora oggetto di indagine, ma rappresenta uno degli elementi più importanti emersi finora sul caso.
Il precedente del 2024 e le accuse alla rete russa
L'attacco del 2024 fa parte di un più ampio filone investigativo seguito dalle autorità europee. In Lituania sono infatti sotto processo diversi sospetti accusati di terrorismo e sabotaggio per conto di una potenza straniera.
Secondo la procura lituana, gli attentati con ordigni artigianali sarebbero stati organizzati e coordinati da cittadini russi collegati ai servizi segreti militari di Mosca. I pacchi sarebbero stati inviati attraverso società di trasporto merci verso diversi Paesi europei, tra cui Germania, Polonia e Regno Unito.
Anche Eurojust, l'agenzia giudiziaria dell'Unione europea, ha collegato una serie di episodi di sabotaggio del 2024 a una possibile attività dell'intelligence militare russa, il GRU.
Questo precedente rende particolarmente delicata la nuova pista emersa a Lipsia. Ma il collegamento non equivale, almeno per ora, a una prova di responsabilità russa nell'attacco con drone.
Berlino indaga, Mosca nega
La procura federale tedesca ha aperto un'indagine per sospetto tentativo di provocare un'esplosione e pericolosa interferenza con il traffico aereo.
Le autorità tedesche, però, non hanno indicato ufficialmente un responsabile. Anche il cancelliere Friedrich Merz ha evitato di attribuire l'episodio alla Russia.
Il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt ha parlato della possibile partecipazione di "potenze straniere", senza indicare direttamente Mosca.
Il Cremlino nega qualsiasi coinvolgimento. L'ambasciata russa a Berlino ha definito l'episodio una possibile "provocazione diretta contro Mosca" e ha accusato la Germania di alimentare una nuova ondata di "isteria antirussa".