De Wever, un conservatore fiammingo, ha presentato le sue dimissioni lunedì in mezzo a una persistente crisi di bilancio, dopo che i partner di coalizione non sono riusciti a accordarsi su un piano di spesa per il 2027
Il re del Belgio ha rifiutato, venerdì, le dimissioni del primo ministro Bart De Wever e gli ha chiesto di riprendere i colloqui sul bilancio.
"Il re ha deciso di respingere le dimissioni del primo ministro e gli ha chiesto di riprendere immediatamente i negoziati sul bilancio. Il primo ministro riferirà nuovamente al re lunedì 16 novembre", si legge in un comunicato del Palazzo reale del Belgio.
De Wever, un conservatore fiammingo, aveva presentato le sue dimissioni lunedì, in piena crisi di bilancio che continua da tempo, dopo che i partner di coalizione non erano riusciti a mettersi d'accordo su un piano di spesa per il 2027.
Coalizione divisa sul piano di bilancio di De Wever per il 2027
Il Palazzo reale ha confermato l'iniziativa del primo ministro, ma ha precisato che il re Filippo aveva "sospeso la sua decisione" e che avrebbe iniziato martedì i colloqui con i leader dei partiti.
"In seguito ai suoi colloqui con i leader dei cinque partiti di maggioranza, il Re ha preso atto dell'impegno di ciascuno a concludere quanto prima i negoziati sul bilancio", ha annunciato il Palazzo in un aggiornamento diffuso venerdì. "Tutti hanno ribadito la loro determinazione a raggiungere un accordo su un solido percorso di bilancio per i prossimi tre anni".
Il re aveva ricevuto un "impegno formale da parte dei cinque leader che i loro partiti sono pronti a fare concessioni per raggiungere un accordo all'interno del governo".
De Wever punta a reperire dieci miliardi di euro entro il 2029 per colmare il disavanzo, ma i partiti della coalizione sono divisi su come trovare queste risorse. Tra le misure proposte figurano tagli alla spesa e un aumento dell'IVA, contestato dal Movimento Riformatore (MR), il partito liberale francofono.